Sabato 05 Settembre 2009

Afghanistan/ Frattini: Karzai firmi 'contratto' per transizione

Roma, 5 set. (Apcom) - Il ministro degli esteri italiano Frattini in un'intervista a La Stampa parla di Afghanistan e auspica che il presidente karzai firmi un "contratto" con la comunità internazionale per definire una strategia sul breve, medio e lungo periodo. L'Italia, aggiunge, proporra alla Ue una nuova conferenza internazionale sull'Afghanistan. E quanto alla strage di ieri, anche Frattini chiede chiarezza. Incidenti del genere, dice, sono "inaccettabili". La conversazione parte proprio dai fatti di ieri. Tragedie simili, dice Frattini, "Sono inaccettabili, si devono evitare e basta. Siamo in Afghanistan per garantire la sicurezza, non per portare la morte. L`inchiesta deve procedere molto rapidamente e accertare le responsabilità. Ma respingo le speculazioni: non possiamo lasciare l`Afghanistan, non si può parlare di exit strategy, che dà l`idea di ritirata, ma piuttosto di transition strategy». E il ministro spiega: «Dobbiamo riconquistare la fiducia degli afghani, aiutarli a sentirsi sicuri attraverso la ricostruzione e promuovendo la crescita economica, sviluppando colture alternative a quella del papavero da oppio, lottando contro la corruzione. La nostra missione non può essere soltanto militare». Tempi e modi della transizione sono ancora da chiarire e in tale senso, dice frattini, sarebbe utile una nuova conferenza internazionale: "oggi farò una proposta, qui al vertice dei ministri degli Esteri europei: una Conferenza ministeriale aperta ai Paesi che partecipano alla missione, da tenersi all`inizio del 2010 a guida Onu». Essenziale, in ogni caso, sarà il ruolo del presidente Karzai, che salvo grandissime sorprese sarà confermato alla fine dello spoglio del voto di agosto: «Il nuovo presidente deve stipulare un contratto con la comunità internazionale sulla base di questo cambio di passo, dalla dimensione militare a una dimensione globale. Deve definire insieme agli alleati una strategia nel breve, nel medio e nel lungo periodo, e le tappe di un programma di governo. La comunità internazionale avrebbe la prova che il nuovo presidente ha una visione di come uscire dalla crisi. Si rassicurerebbero gli afghani che una delle principali preoccupazioni è la difesa dei cittadini. E si darebbe un messaggio alle nostre opinioni pubbliche, che ci chiedono se quella afghana è una missione per necessità o per scelta. Oggi è l`una e l`altra cosa, se cambiamo di passo la scelta emergerà sulla necessità».

VGP

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