Sabato 05 Settembre 2009

Spagna/Moratinos critica El Mundo per intervista a Irving

Roma, 5 set. (Apcom) - Il ministro degli Esteri spagnolo Miguel Angel Moratinos ha criticato il quotidiano El Mundo per aver pubblicato oggi una intervista a David Irving, nella quale il famoso storico negazionista britannico ribadisce la sua tesi secondo cui Hitler "fu ingannato dai suoi sottoposti" riguardo allo sterminio degli ebrei. Moratinos, pur confermando il suo "assoluto rispetto per la libertà di espressione", ha deplorato il quotidiano spagnolo per aver concesso spazio "a uno storico che nega una delle maggiori tragedie della storia contemporanea", ha spiegato il portavoce del capo della diplomazia spagnola, al termine della riunione dei 27 ministri dell'Ue a Stoccolma. Posizioni di questo tipo "feriscono profondamente la sensibilità del popolo ebraico". El Mundo, che in occasione del settantesimo anniversario dello scoppio della seconda guerra mondiale ha deciso di pubblicare una serie di interviste con storici ed esperti, difende però la sua scelta di pubblicare l'intervista a Irving in nome della libertà di espressione. "Intervistare una persona non significa essere d'accordo con le sue idee", afferma il quotidiano in un editoriale. "Irving relativizza l'Olocausto e sostiene un perverso discorso antisemita che il nostro giornale ripudia completamente". "Non condividiamo la maggior parte di ciò che dice, però difendiamo il suo diritto a dirlo". "Irving - prosegue El Mundo - è stato intervistato quest'anno dal quotidiano britannico The Independent, e in precedenza dall'Observer e dal Guardian. Nessuno ha accusato questi giornali di aver fatto da altoparlante alle sue tesi, come nessuno ha pensato che El Mundo fosse franchista per aver intervistato Utrera Molina". Nell'intervista, che ha suscitato vivaci proteste anche in Israele, Irving spiega che Heinrich Himmler, uno dei principali gerarchi nazisti, "fu attento a non dire nulla" a Hitler riguardo allo sterminio, per questo il punto cruciale è "quanto sapeva Hitler". Irving - arrestato nel novembre del 2005 in Austria per la sua controversa posizione e scarcerato alla fine del 2006 - sostiene anche che "l'assassinio degli ebrei non fu un crimine perché si trattava di ebrei, ma perché erano ebrei innocenti", precisando anche che "quello di Auschwitz fu un campo di prigionia con un'alta mortalità". Inoltre egli ribadisce le sue critiche a Winston Churchill, che "spinse (la Gran Bretagna) in guerra e distrusse l'Impero britannico".

Plg

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