Martedì 08 Settembre 2009

Moody's: Pil Italia verso -4,4% nel 2009;rimbalza a +0,1% in 2010

Milano, 8 set. (Apcom) - Moody's stima per l'Italia una contrazione del Pil 2009 del 4,4%, mentre per il 2010 le previsioni sono di una crescita dello 0,1%. E' quanto si apprende dal "Credit Opinion" diffuso dall'agenzia di rating. Nel Dpef, presentato dal governo alle parti social il 14 luglio, le stime sono di una contrazione del Pil del 5,2% nel 2009 e di una crescita dello 0,5% nel 2010. Il rapporto deficit/pil, secondo Moody's, sarà invece pari nel 2009 a -4,5% e nel 2010 a -4,8% (-5,3% e -5% per il governo), mentre quello debito/pil è atteso al 113% nel 2009 e al 116,1% nel 2010 (115,4% e 118,2% per il governo). Per quanto riguarda l'inflazione , Moody's si aspetta in Italia una crescita dell'1% nel 2009 e dell'1,8% nel 2010. E' quanto si apprende dal "Credit Opinion", in cui l'agenzia ha confermato per l'Italia il rating 'Aa2', con outlook 'stabile'. Secondo l'analista di Moody's responsabile del rating italiano, Alexander Kockerbeck, il giudizio potrebbe cambiare in positivo in presenza di "una riduzione sostenibile e significativa del debito pubblico", mentre potrebbe essere rivisto al ribasso in caso di "un prolungato deterioramento nelle dinamiche del debito". A riguardo in considerazione della prospettive di crescita deboli "un aumento dell'efficienza della pubblica amministrazione abbinato a un riforma strutturale della spesa, sarà importante per tenere sotto controllo il debito pubblico", spiega Kockerbeck. E in quest'ottica, in base a come sarà poi implementato, "il federalismo fiscale potrebbe portare cambiamenti significativi nella qualità e nella responsabilità delle finanze pubbliche, con importanti potenzialità di risparmio", aggiunge l'analista. Fra gli elementi di supporto al rating, Moody's cita una forza economica "molto elevata" e un settore privato in salute e poco indebitato. Fra le sfide da affrontare, invece, la scarsa competitività produttiva, l'aumento e progressivo invecchiamento della popolazione, nonchè un debito pubblico elevato. Fattori che portano Moody's ad assegnare un giudizio di forza finanziaria del governo "elevata", anzichè "molto elevata". A bilanciare gli elementi negativi, spiega l'analista Kockerbeck, "una capacità di aggiustamento molto elevata da parte del governo, nonostante possibili cali del gettito fiscale e spese straordinarie dovute alla recessione, pongano delle sfide al controllo del debito pubblico". Inoltre prosegue Kockerbeck, "l'Italia ha una bassa vulnerabilità a eventi di rischio, soprattutto grazie a un sistema bancario meno esposto a livello globale e a un settore privato con un indebitamento relativamente basso che riducono i rischi di un ampio spostamento di debito dal settore privato a quello pubblico".

Lzp

© riproduzione riservata