Venerdì 11 Settembre 2009

Gelo dei vertici Pdl su Fini: Perché chiedere indagini su stragi?

Gubbio, 11 set. (Apcom) - Quel passaggio sulle stragi di mafia pronunciate da Gianfranco Fini a Gubbio è piaciuto a pochi, pochissimi. C'è chi l'ha detto chiaramente, come Maurizio Gasparri, che non vuole la riapertura delle indagini se servono a "ordire manovre". E c'è chi, come Fabrizio Cicchitto, mostra allo stesso modo di non gradire. Ignazio la Russa, dal canto suo, prova in serata a correre ai ripari: "Ho avuto contatti con Fini, voglio sgombrare il campo da accuse malevole e fuorvianti che possono nascere dalle sue parole sulle stragi. Fini ha sottolineato la solidarietà a Berlusconi, perseguitato in questi anni". Ma è stato il tono, la durezza degli affondi di Fini a scuotere il gruppo dirigente del partito, a tratti ad irritarlo. Il Presidente della Camera ha lasciato la sala all'inizio dell'intervento di Gasparri, ma a Gubbio la discussione è continuata. Denis Verdini, per esempio, ha precisato: "Non vogliamo premi, né cazziatoni". E all'ironia di Fini sul Pdl, descritto come "la temperatura di Bolzano, non percepita", il ministro della Difesa ha risposto con un'altra battuta: il suo termometro non funziona e comunque nel Pdl faremo più riunioni di quelle che si facevano in An. Poi c'è il non detto, la platea che parla dell'intervento a gamba tesa del Presidente della Camera, i sussurri sull'inopportunità di scuotere il Pdl con un'uscita pubblica che non esclude la necessità di riaprire le indagini sulle stragi di mafia. E ci sono i capannelli di parlamentari che considerano il livello dello scontro vicino assai a quello entrato negli annali come il periodo delle 'comiche finali'. L'ala di Forza Italia, naturalmente, poco ha gradito la campagna finiana. Ne sono un esempio le parole di Franco Frattini, ministro degli Esteri oggi però poco diplomatico. Se Fini si sente vittima di uno stillicidio, lui usa parole identiche per descrivere la situazione di Berlusconi: "Lo stillicidio vergognoso è quello contro il premier. La solidarietà umana va oltre il dubbio politico e oltre il fatto che dobbiamo parlare di più. C'è una rete internazionale che non solo vuole il male di Berlusconi ma anche dell'Italia". Ma l'imbarazzo più grande è quello degli ex aennini. Italo Bocchino è l'unico degli intervenuti a non polemizzare in alcun modo con il Presidente della Camera. La Russa prova a fare il pontiere, ma sul partito ci tiene a rivendicare il lavoro svolto. Gasparri, intanto, ribadisce con orgoglio nel suo discorso che su molti punti, a partire dall'immigrazione, lui non ha cambiato idea. La sintesi prova a offrirla un parlamentare di lungo corso: "Fini ha aperto lo scontro, è sceso sul campo più congeniale a Berlusconi. Ma almeno qui stiamo discutendo e litigando, il grumo si può sciogliere".

Tom

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