Domenica 13 Settembre 2009

Immigrati: E' scontro Fini-Bossi, spunta minaccia voto anticipato

Roma, 13 set. (Apcom) - Venerdì il suicidio. Sabato l'eutanasia per il governo nel caso la maggioranza non intendesse "seguire" la Lega in Parlamento. Il fronte dello scontro si sposta ora da quello Fini-Berlusconi a quello tra Fini e Bossi. E introduce nel panorama politico lo spettro delle elezioni anticipate. Nonostante ieri, prima di lanciare un paio di bordate all'indirizzo dell'ex leader di An, Bossi si fosse proposto come mediatore nella crisi interna del Pdl... Che i due non si fossero mai amati lo si era capito sia nel '94 che nel '96, quando il 'senatùr' disse più volte che non avrebbe mai allacciato alleanze con "la porcilaia fascista" e che non avrebbe mai preso nemmeno un caffè "con i fascisti o i figli dei fascisti". Affrontarsi su un tema da 'nervo scoperto' come l'immigrazione, poi, di certo non aiuta. E ad un Bossi che ieri preconizzava un suicidio politico per un Fini che insisteva troppo sull'estensione del diritto di voto agli immigrati, la terza carica dello Stato ha voluto oggi replicare con un duro e diretto attacco alle politiche del Carroccio sull'immigrazione scandendo che se di suicidio si deve parlare si parli di suicidio "della ragione" o di chi "nega l'universalità dei diritti". "Lo dico a Bossi - ha detto Fini ospite dell'Udc a Chianciano - perchè negare che accanto alla politica dei doveri verso gli immigrati ci sia la politica dei diritti non credo sia un suicidio politico ma un suicidio della ragione oltre che della pietà cristiana". Puntuale, in serata, la replica di Bossi che invita nuovamente maggioranza e governo a preferire una politica dell'aiuto più che dell'accoglienza. Bisogna difendere i diritti degli immigrati? Bossi non ha dubbi: sì, ma "a casa loro. Dove loro sono cittadini. Qui - sottolinea - ad avere diritti sono i nostri cittadini e nessuno va a dire ad altri di comandare a casa sua". Nella pur improbabile ricerca di un rasserenamento dei rapporti tra i due, certo non ha aiutato la puntualizzazione del presidente della Camera su un altro fronte 'sensibile' per la Lega: l'introduzione del dialetto tra le materie scolastiche. E se Fini puntualizza che "non si puó derubricare a semplice boutade propagandistica il quotidiano intervento volto a svilire e minimizzare i simboli dell'identità e dell'unità nazionale" parlando di "sacralità del tricolore", Bossi in serata alza la posta spiegando che "la Lega è molto forte e con i suoi voti determinanti in Parlamento costringe gli alleati a seguirla, altrimenti si andrebbe ad elezioni anticipate". Pur precisando subito dopo che "noi non vogliamo andare a votare, vogliamo le riforme".

Pda

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