Domenica 13 Settembre 2009

Bossi rilancia catena umana anti-immigrati,Casini battezza Centro

Roma, 13 set. (Apcom) - Catena umana di 'padani' leghisti sul Po il prossimo anno come "monito" contro l'afflusso di extramunitari nel Nord del Paese. Umberto Bossi annuncia il 'ritorno al passato' della Lega, chiudendo a Venezia la tradizionale tre giorni di settembre del Carroccio lungo le rive del 'Dio-fiume' ma poco prima di lui il coordinatore leghista Roberto Calderoli ha smussato il 'rischio' elezioni che il leader aveva paventato per lo scontro con Gianfranco Fini sull'immigrazione. "Se non vengono rispettati patti e impegni presi dalle forze della maggioranza - ha detto Calderoli- la Lega potrebbe aprire una crisi, ma sarebbe da pazzi ad andare ad elezioni anticipate in una fase di crisi economica come questa senza aver portato a termine le molte riforme avviate". Anche se è lo stesso Calderoli ad assicurare che sugli immigrati, Fini o non Fini, il Carroccio non farà sconti a nessuno: "non vorremmo mai avere prima o poi un 'premier molto abbronzato'", ha ironizzato il ministro ricordando la battuta di Berlusconi sulla elezione alla Casa Bianca di Obama. Ma che le Istituzioni non intendano più restare il silenzio dio fronte al pericolo di una deriva xenofoba e violenta del Paese lo dimostrano, dopo quelle di ieri del Presidente della Camera Gianfranco Fini, le parole del Capo dello Stato Giorgio Napolitano ai giornali nipponici, in coincidenza con la sua visita in Corea e Giappone iniziata oggi: "l'Italia - ha ammonito il Capo dello Stato- deve favorire l'afflusso dei lavoratori anche da fuori la Ue, nel rispetto delle leggi e dei diritti internazionali inalienabili che prevedono se necessario anche il diritto di asilo". Un pò più al di sotto del Po, guardando a Venezia e alla deriva estremista del Carroccio, Pier Ferdinando Casini a Chianciano, dove ha ospitato anche Francesco Rutelli e Gianfranco Fini, ha tenuto a battesimo il nuovo 'Grande Centro' che al prossimo congresso Udc si farà foprza politica. Ed ha spiegato che questa nuova formazione non è "per nulla disponibile ad una santa alleanza delle opposizioni solo per battere Berlusconi" come proposto all'Udc dal segretario uscente Pd Dario Franceschini, mentre è "prontissima" a ogni iniziativa utile a sganciare la Lega dal Governo. "Si deve sapere - ha detto Casini, facendo pensare ad un nuovo governo anzichè ad elezioni in caso di rottura Berlusconi-Fini-Bossi- che in Parlamento c'è una maggioranza molto ampia pronta a fermare il dilagare della Lega che condiziona il Governo". E Bossi per primo deve essere consapevole che Casini fa sul serio quando dice che non è disponibile a 'sante alleanze' contro Berlusconi ma contro di lui invece sì. Forse è per questo che, come annunciato da Calderoli a Venezia, "nei prossimi giorni sarà Bossi a incontrare Fini e andare a parlare con Berlusconi".

Tor

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