Domenica 13 Settembre 2009

Scuola/Da domani 8 milioni di nuovo nei banchi,all'insegna rigore

Roma, 13 set. (Apcom) - Tagli agli organici, classi con sempre più alunni, ritorno del maestro prevalente, accorpamenti delle sedi più piccole, decurtazione dei fondi destinati agli istituti, docenti sganciati dalle attività complementari per dedicarsi solo alle lezioni. Ma anche un'ulteriore stretta sulla valutazione degli studenti: sarà un anno contrassegnato dalla politica dei risparmi e del rigore quello che da domani in 13 regioni e poi man mano in tutte le altre, si apprestano a vivere 8 milioni di studenti ed oltre un milione tra docenti e lavoratori. Il nuovo corso voluto dal governo, introdotto attraverso le economie contenute nell'ultima Finanziaria, e i provvedimenti presi dal ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, hanno prodotto una scuola diversa da come la conoscevamo: la parola d'ordine è rigore. Certo, molte delle novità, probabilmente le più corpose (come il ddl Aprea su un innovativo stato giuridico, la bozza di legge del professor Israel sulla nuova formazione e la riforma delle superiori) sono ancora in cantiere. E vedranno la loro attuazione non prima dell'a.s. 2010/2011. Quello che studenti e docenti si apprestano a vivere rappresenta così una sorta di `anno ponte' in vista, soprattutto, della riforma delle superiori. Che nelle intenzioni del ministero dell'Istruzione dovrebbe immediatamente essere applicata al biennio iniziale (i sindacati chiedono solo il primo anno). Un anno che però contiene comunque già non poche novità rispetto a quello appena passato: oltre ai tagli, infatti, troveranno immediata attuazione diversi provvedimenti approvati negli ultimi mesi dal governo e la cui portata non è stata probabilmente ancora del tutto compresa dai diretti interessati. Oltre ai forti tagli agli organici (dopo il primo `assaggio' di quest'anno se ne prevedono 130.000 docenti e 45.000 Ata complessivi da attuare in soli tre anni), dopo tante polemiche tornerà il maestro unico, o meglio prevalente, alla primaria: una formula - quella delle 24,27 e 30 ore settimanali - adottata da quasi il 70% degli alunni e che ha permesso un leggero incremento del tempo pieno (dallo 0,9% al 2%) che corrisponde a circa 50.000 bambini in più che ne usufruiranno. (segue)

Alg

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