Domenica 13 Settembre 2009

Da Pdl no a 'Grande centro', attesa per incontro Fini-Berlusconi

Roma, 13 set. (Apcom) - Oltre la stretta di mano ieri sera Gianfranco Fini e Silvio Berlusconi non sono andati. E d'altra parte l'ex leader di An nei giorni scorsi era stato chiaro,in pubblico come in privato, sottolineando la necessità di un lungo e intenso chiarimento con il Presidente del Consiglio. Come a dire che non sarebbero certo bastati venti minuti di faccia a faccia nel bel mezzo di un appuntamento diplomatico, o magari al termine della serata, per chiudere il caso. E così si dovrà attendere la prossima settimana, quando i due staff sceglieranno il giorno giusto per un incontro che, ad ora, non risulta ancora fissato. Fonti vivine al Cavaliere assicurano che Berlusconi avrebbe gradito comunque un primo faccia a faccia, utile a sciogliere il ghiaccio e a capire a cosi punti il Presidente della Camera. Fini, dal canto suo, continua a considerare quella di un confronto organico la strada giusta. Si vedrà, intanto ad agitare ulteriormente le acque del centrodestra ci pensa da Venezia Umberto Bossi. Dopo che Roberto Calderoli aveva definito "una follia" le elezioni anticipate minacciate ieri dal leader della Lega, in mattinata bocciate anche dai capigruppo del Pdl ("Bossi sbaglia, ipotesi irreali"), il senatùr decide di tornare all'antico, invoca una futura 'Padania libera' e sull'immigrazione non arretra, immaginando anzi una catena umana di leghisti che lungo il Po blocchino gli immigrati che guardano al Nord del Paese. Parole parecchio distanti da quelle pronunciate oggi da Fini, che ha sottolineato come la speaker della Camera dei rappresentanti Usa, l'italoamericana Nancy Pelosi, sia un esempio di integrazione. Forse della catena umana sul Po Bossi non parlerà con il presidente del Consiglio, che potrebbe incontrare ad Arcore domani sera (anche se l'appuntamento è ancora da confermare). Di certo le 'uscite' delle Lega, le Regionali e le alleanze con l'Udc (dopo la dura presa di posizione anti Carroccio pronunciata oggi da Pier Ferdinando Casini) saranno al centro di un ufficio di Presidenza del Pdl che si dovrebbe tenere con ogni probabilità questa settimana. Un appuntamento che avrà anche l'obiettivo di fornire un'immagine di unità del Pdl, una riunione durante la quale potrebbero emergere i malumori di alcuni dei principali dirigenti verso la linea finiana. L'Udc, intanto, lancia la sfida anti Lega. Casini si dice pronto a sostenere una maggioranza che scluda il carroccio dal governo del Paese, spingendo per il voto anticipato. Ma dal Pdl arriva il brusco stop dello stato maggiore del partito. Cicchitto e Gasparri assicurano infatti che non c'è aria di elezioni, invitando Casini a non farsi "illusioni" circa l'ipotesi di dar vita a nuove formule che superino il bipolarismo. E anche i capigruppo della Lega di Camera e Senato, Roberto Cota e Federico Bricolo, non risparmiano critiche al leader centrista:"Casini, da vecchio democristiano, sogna con logiche da Prima Repubblica: si svegli, perché il mondo è cambiato Mentre lui fa i giochi di palazzo, noi invece pensiamo a risolvere i problemi della gente".

Tom

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