Nelle Marche africani finti morti: truffa da 500mila euro

Nelle Marche africani finti morti: truffa da 500mila euro Vittime compagnie assicurative; indagati due coniugi camerunensi

Nelle Marche africani finti morti: truffa da 500mila euro
Roma, 18 set. (Apcom) - Finti morti in incidenti stradali che hanno fruttato circa 500mila euro. La maxi truffa ai danni delle compagnie assicurative è stata scoperta dalla guardia di finanza di Ancona che sta indagando su due coniugi del Camerun residenti in provincia. La Procura locale ha iniziato le indagini sulle morti sospette a seguito della denuncia presentata da una compagnia assicuratrice. I due hanno stipulato, contemporaneamente, più polizze vita "caso morte" a nome di propri sedicenti familiari che venivano registrati come residenti all'anagrafe del Comune di Barbara, in provincia di Ancona. Successivamente, i parenti, dopo alcuni mesi, facevano ritorno nella loro nazione di origine e a seguito di eccezionali eventi cruenti morivano improvvisamente.Le morti, secondo quanto accertato nelle indagini, si verificavano sempre prima della scadenza del secondo premio annuale, e permettevano ai sottoscrittori del contratto di non versare l'importo dovuto e di avanzare richiesta di indennizzo alle compagnie di assicurazione. In particolare, i coniugi camerunensi risultavano essere beneficiari di diverse polizze che avevano stipulato, facendole sottoscrivere a loro parenti in qualità di prestanome, privi di propri mezzi di sostentamento, poi deceduti fittiziamente al rientro nel paese di origine. Per ottenere maggiore credibilità uno dei due coniugi si qualificava come medico di un noto ospedale di Ancona.Attualmente sono 5 le compagnie assicurative rimaste vittime della truffa. Non si esclude che altri istituti assicurativi, allo stato non noti, possano essere stati raggirati. L'indagine ha consentito di bloccare rimborsi per 250mila euro. La mancanza di trattati di cooperazione in materia giudiziaria civile e penale con il Camerun o altri Stati Nord-africani, come ben sapevano i due indagati, ostacola notevolmente l'attività di riscontro delle compagnie di assicurazione per verificare l'autenticità dei documenti prodotti.

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