Martedì 22 Settembre 2009

G20, verso strategie comuni e nuove regole per ritorno a crescita

New York, 22 set. (Apcom) - Revisione delle strategie economiche nazionali per una crescita di lungo periodo, nuove regole per il settore finanziario per evitare che una crisi drammatica come quella in corso si ripeta, standard più stringenti sui compensi assegnati ai colossi bancari e una strategia coordinata e organica per ricostruire un sistema messo in ginocchio dalla tempesta peggiore dalla Grande Depressione. Questa l'agenda con cui i Paesi del G20 si presentano a Pittsburgh, il prossimo 24 e 25 settembre, con l'obiettivo di capire se le economie industrializzate e in via di sviluppo siano in grado di elaborare una strategia comune per ridare slancio alla crescita globale. Anche il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha auspicato che dal G20 emergano delle linee guida che consentano all'economia globale di trovare un nuovo equilibrio, favorito dalla ripresa imminente a livello globale. Il vertice di Pittsburgh, ha ribadito Obama, è l'occasione per "garantire che il sistema globale sia maggiormente equilibrato". In questo senso, nel corso del vertice si discuterà della "Framework for sustainable and bilanced growth", quadro guida proposto dagli americani per favorire una crescita sostenibile e bilanciata e che contiene misure specifiche per i vari Paesi. Il documento chiederebbe agli Stati Uniti una riduzione del deficit, alla Cina di fare meno affidamento sulle esportazioni come mezzo per sostenere l'economia, e all'Europa di apportare cambiamenti strutturali a favore degli investimenti aziendali. Il G20 dovrebbe inoltre cercherà di mettere a punto sistemi per stabilire in che misura i vari paesi si attengano agli impegni presi, ma sembra tuttavia escluso che si arrivi all'imposizione di sanzioni. Sebbene già in passato siano stati fatti tentativi in questo senso ma che non sono mai approdati a risultati veramente concreti, i paesi del G20 sembrano convinti che questa volta si possa arrivare a una conclusione diversa, in virtù della lezione impartita dalla crisi peggiore dalla Grande Depressione degli anni Trenta. Tra gli argomenti in discussione, ci sarà anche la revisione del sistema finanziario e dei compensi, nel tentativo di stabilire un terreno comune che, in generale, scoraggi l'assunzione di rischi eccessivamente elevati. Questo, secondo gli analisti sentiti dal Wall Street Journal, potrebbe portare a una riduzione dei profitti dei colossi bancari (Bank of America, Citigroup e Morgan Stanley potrebbero secondo il quotidiano assistere a un calo fino al 30% se si attenessero a standard più prudenti). Tuttavia, per evitare che si ripresenti una crisi come quella attuale, una stretta appare necessaria, così come sembra vitale che le banche, in particolare quelle il cui fallimento potrebbe mettere a repentaglio l'intero sistema, rendano più solidi i propri capitali e le riserve per assorbire eventuali perdite. Finora non sono arrivate proposte dettagliate in proposito e appare comunque improbabile che si arrivi a fissare linee guida precise prima dell'anno prossimo.

Ars-Emc

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