Martedì 22 Settembre 2009

Allarme sovraffollamento carceri, oggi sit-in a Montecitorio

Roma, 22 set. (Apcom) - Manifestazione oggi a Roma, a Piazza Montecitorio, dove circa 400 poliziotti penitenziari, provenienti da ogni regione d'Italia, protesteranno "contro un sistema penitenziario che non riesce più a garantire dignità e civiltà, trasformando la pena in supplizio e il lavoro in tortura". Eugenio Sarno, segretario generale della Uil-Pa penitenziari, parla di significato particolarmente simbolico dell'iniziativa. "Vogliamo - dice - sollecitare un dibattito parlamentare sulle condizioni del nostro sistema penitenziario, sempre più illegale e criminogeno; vogliamo spezzare quella cortina di silenzio che avvolge nell'oblio un vero dramma sociale e impedire che si disperda quel patrimonio di conoscenza e consapevolezza che tanti parlamentari hanno acquisito vistando le nostre prigioni nello scorso Ferragosto". Da qualche giorno è stata superata anche quota 64mila detenuti e in tutte le regioni la soglia della capienza massima regolamentare è stata sfondata, mentre notevoli problemi si registrano per le vacanze organiche della polizia penitenziaria. "L'indice medio di sovraffollamento nazionale è di circa il 49% (64.463 detenuti al 18 settembre contro i 43.218 posti disponibili)", sottolinea Sarno. Punte massime in Emilia Romagna (4.630 detenuti, 92,28 % di sovraffollamento), Puglia (4.267 detenuti, 68,32 %) e in Triveneto ( 4.387, 61,35%). Il fanalino di coda è l'Umbria con 1.293 detenuti e un indice di sovraffollamento pari solo al 14,73%. Ad oggi sono 3.401 i posti non disponibili per motivi vari, afferma il sindacato, cui si aggiungono altri 781 non disponibili per l'inagibilità delle celle. "Saltano riposi e ferie, si raddoppiano i turni, si ricorre sistematicamente allo straordinario che non viene nemmeno pagato", dice Sarno. "Tutto ciò - prosegue - alimenta disagio, rabbia, frustrazione, depressione e delegittima sempre più la stessa Amministrazione". La Uil-Pa penitenziari diffonderà i "veri dati sulle carceri italiane", in contrapposizione a quelli forniti dal Dap. La Uil Penitenziari ha più volte sollecitato il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, a convocare un tavolo permanente sui gravi problemi, senza ottenere alcuna risposta. "Quella di oggi rappresenta anche per il Ministro Alfano l'ultima chiamata, prima di arrivare a un inevitabile irrigidimento delle posizioni. Se il ministro continua e perpetua la sua indifferenza - avverte Sarno - non può che essere considerato complice attivo e partecipe del disastro che è sotto gli occhi di tutti".

Red/Gtz

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