Giovedì 01 Ottobre 2009

Scudo fiscale, oggi ok definitivo, l'opposizione resta in trincea

Roma, 1 ott. (Apcom) - Lo scudo fiscale ampliato al falso in bilancio sta per diventare legge dello Stato. Il governo Berlusconi ha incassato ieri la fiducia alla Camera (la 25esima) sul dl correttivo al decreto anticrisi, dopo un paio di giorni di dibattito incandescente. I voti a favore sono stati 309, i contrari 247. Oggi è previsto il via libera definitivo dell'Aula di Montecitorio. Poi toccherà al capo dello Stato, Giorgio Napolitano, apporre la sua firma. Le opposizioni hanno ribadito di ritenere il provvedimento una "amnistia mascherata", una legge "ad personam", una "maxi-sanatoria per i più disonesti tra i disonesti" e sono tornati a chiedere al capo dello Stato di non firmare la legge. Il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, non era presente in Aula, ma ieri aveva tenuto a sottolineare che la "criminalità non utilizzerà questo strumento" e che le risorse andranno a "università, ricerca, cinque per mille, scuola e sociale". Intanto sul voto finale di oggi incombe la tagliola dei tempi minacciata dal presidente della Camera, Gianfranco Fini, il quale ha affermato che non si potrà andare oltre le ore 15 per dare tempo a Napolitano di esercitare le sue prerogative (cioè esaminare il decreto per poterlo firmare entro il 3 ottobre, giorno in cui scade). Fini ha tuttavia rilevato "oggettive anomalie procedurali nella complessiva vicenda dell'iter del decreto, trasmesso dal Senato a dieci giorni dalla sua scadenza". Una decisione contestata dalle opposizioni: la ghigliottina è "l'ennesima furbata per impedire all'opinione pubblica di prendere coscienza di ciò che questa maggioranza sta facendo di illiberale", ha detto il leader dell'Idv, Antonio Di Pietro, il quale ha invece invitato il capo dello Stato a non firmare la legge: "Non è più il tempo della letterina d'accompagnamento e del buffetto sulla guancia. Il Presidente rimandi indietro questa norma incostituzionale, fatta per criminali". Il capogruppo dei deputati del Pd, Antonello Soro, si è rivolto al premier Silvio Berlusconi per denunciare "l'ennesima furbata" servita "su un piatto d'argento a tutti gli evasori fiscali e a tutti i delinquenti che portano all'estero capitali illeciti ai fini di riciclaggio" e per dirgli che l'Italia "è stanca delle sue bugie. Serve un nuovo timoniere", ha sostenuto Soro. Mentre il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini, si è interrogato sulle rassicurazioni di Tremonti: "ha detto che dello scudo fiscale non si avvantaggeranno i criminali, ma questo è un dogma di fede, è un dogma di speranza. E' una maxisanatoria vergognosa". Per Di Pietro lo scudo fiscale nella versione allargata dall'ormai famoso emendamento Fleres è "un'amnistia mascherata, un salvacondotto anche per il futuro perchè qualsiasi provvista di denaro potrà essere ricondotta all'utilizzo dello scudo fiscale" e "chi si presta a questa norma è coautore, o il fiancheggiatore, o il compartecipe o quanto meno l'utilizzatore finale...". A difendere in Aula il provvedimento durante le dichiarazioni di voto è stato il presidente dei deputati Pdl, Fabrizio Cicchitto, che ha accusato l'opposizione di aver privilegiato "ipocrisia, demagogia e nullismo". Cicchitto ha affermato che il governo ha iniziato "una battaglia nei confronti dei paradisi fiscali" e contro "il secreto bancario" aggiungendo che "il contrasto all'evasione del governo ha funzionato in modo eccellente". Per la Lega, Luciano Dussin, ha parlato di "mistificazione" da parte dell'opposizione e poi ha accusato il centrosinistra di aver dissestato il Paese con il governo Prodi.

Cos

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