Giovedì 01 Ottobre 2009

Scudo fiscale, Di Pietro:Napolitano non si presti a opera mafiosa

Roma, 1 ott. (Apcom) - Coppola, sigaro e fazzoletto davanti al volto come i rapinatori: i deputati dell'Italia dei Valori protestano così davanti Montecitorio contro l'approvazione dello scudo fiscale. "La mafia ringrazia", c'è scritto sui cartelli innalzati da qualche decina di militanti, che intonano slogan come "Lo scudo fiscale serve al principale". Tutti indossano le magliette "Giorgio non firmare", e dalla piazza, Antonio Di Pietro rinnova "l'ultimo, estremo appello" al Presidente della Repubblica Napolitano: "Fermi una norma che sancisce definitivamente l'aiuto del Parlamento alla mafia. Chiedere a Napolitano di non prestarsi a questa opera mafiosa è un dovere di ogni cittadino, che di fronte ad un Parlamento che leggi a esclusivo vantaggio dei delinquenti non può che rivolgersi all'ultimo baluardo di democrazia". Un appello che l'Idv rivolge "con la dignità di una forza politica che già sarebbe riuscita a fermare questa legge, se al momento del voto sulle pregiudiziali di incostituzionalità tutte le opposizioni fossero state presenti in Aula". Ora resta solo "l'ultimo baluardo", cioè il Capo dello Stato, per riuscire a fermare una legge che - insiste Di Pietro - fa sì che "soldi che provengono da delitti, possano essere utilizzati. Finora era vietato dal 648 comma bis e comma ter del codice penale, ora si introduce il 648 comma Silvio".

Rea

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