Sabato 03 Ottobre 2009

Da Messina, a Soverato e Sarno: disastri 'annunciati'

Roma, 3 ott. (Apcom) - La pioggia è ormai sinonimo di paura in molte zone della penisola dove il rischio idrogeologico è a livello alto oppure altissimo. La tragedia che ha colpito la provincia di Messina ha tutte le caratteristiche di un disastro annunciato. Come altri avvenuti in passato. Un filo comune, infatti, lega gran parte di questi eventi che hanno colpito diverse zone dell'Italia, da Nord a Sud, e che trovano origine in cause naturali ma i cui effetti molto spesso sono amplificati dall'opera o dall'inerzia dell'uomo. La cronologia dei principali eventi negativi causati in Italia dagli anni '80 dal maltempo, frane, alluvioni, parla quasi da sola. Il 29 maggio 2008, nel comune di Villar Pellice, in Piemonte, a causa delle forti piogge, nell'alveo del Rio Cassarot, si genera una colata di detriti che travolge una casa e ne danneggia altre tre in una borgata. Il bilancio è di quattro morti. Il 23 settembre 2003, un violentisimo nubifragio colpisce la provincia di Massa Carrara (2 morti). Nel 2000, a metà ottobre, il bilancio del maltempo i Piemonte, Valle d'Aosta e Liguria che interessò anche il Po è particolarmente pesante con 23 morti, 11 dispersi e circa 40 mila sfollati. Nell'esatte del 2000, un nubifragio si abbatte su Soverato. Dodici persone muoiono in un campeggio inondato dall'acqua. Nella Valle del Sarno, in Campania, il 5 maggio 1998, una valanga di fango si stacca dalla montagna di Pizzo di Alvano e raggiunge alla velocità di 300 metri al minuti i comuni di Sarno, Siano, Bracigliano e Quindici, provocando la morte di 160 persone, di cui 137 solo a Sarno, distruggendo centinaia di case. Nel novembre del 1994, le acque del Tanaro allagano Asti, Alba, Ceva e Alessandria: il Po esonda a Palozzolo Vercellese, allaga Trino, Casale Monferrato e altri paesi fino a Valenza. I morti saranno 70 e oltre 2.200 i senzatetto. Nell'estate del 1987, l'esondazione del fiume Adda e di alcuni torrenti, insieme alla frane provoca 53 vittime. Due anni prima, nel luglio 1985, la catastrofe di Val di Stava (bilancio 268 vittime). Il disastro è causato dalla rottura degli argini nei bacini di decantazione della miniera di Prestavel. Sull'abitato di Stava si scaricano 160 mila metri cubi di fango.

Nes

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