Sabato 03 Ottobre 2009

Napolitano firma lo scudo fiscale, Idv: atto vile. Pd lo difende

Rionero in Vulture (Potenza), 3 ott. (Apcom) - "Presidente non firmi lo scudo fiscale, lo faccia per le persone oneste". Inizia tutto da qui, dalla domanda che un cittadino di Rionero in Vulture pone al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, al suo arrivo nel paese di Giustino Fortunato. Poi, da Roma, scatta l'attacco di Antonio Di Pietro che bolla come "vile" la decisione del Colle, mentre tutto il mondo politico, Pd in testa difende il presidente. Nel cuore della Basilicata il capo dello Stato non sfugge alla domanda del cittadino, si avvicina e, dopo la nota di ieri, spiega perché l'appello 'non firmare' "non significhi niente". "Nella Costituzione c'è scritto che il presidente promulga le leggi e, se non firma oggi, il Parlamento vota un'altra volta la stessa legge ed io sono obbligato a firmare. Se dite 'non firmare' allora non sapete che questo non significa niente". Le affermazioni di Napolitano scatenano l'ira dell'Italia dei valori che, pur nel clima di scontro degli ultimi mesi, sferra un'offensiva senza precedenti contro la prima carica dello Stato. "Napolitano ha compiuto un atto di viltà e di abdicazione - tuona Di Pietro -. E' proprio la Costituzione che affida al capo dello Stato il compito di rimandare le leggi alle Camere controllandone in prima istanza la loro costituzionalità. Così facendo Napolitano si assume la responsabilità di questa legge". Non si fa attendere la risposta del Partito democratico, dal segretario in giù parlano tutti. Per Dario Franceschini l'atteggiamento del Quirinale "è ineccepibile", per Massimo D'Alema "Di Pietro che fa della legalità la sua bandiera dovrebbe rispettare le istituzioni democratiche", per Pierluigi Bersani si tratta di "un attacco inaccettabile". E c'è chi come il vicepresidente del Senato, Vannino Chiti, denuncia che la misura è colma: "Mai più alleanze con l'Italia dei valori". "Piena solidarietà" a Napolitano esprime il presidente del Senato, Renato Schifani, che punta il dito contro gli "attacchi ingiusti e offensivi" che gli sono stati rivolti dal leader di Idv Antonio Di Pietro. "Il prestigio, la levatura e l'autorevolezza istituzionale del presidente della Repubblica - sottolinea - sono talmente noti e apprezzati dai cittadini che non vengono minimamente scalfiti dagli ingiusti e offensivi attacchi a cui oggi è stato sottoposto". Il Pdl con il presidente dei deputati Fabrizio Cicchitto accusa l'Idv di perseguire "un disegno eversivo". E il sottosegretario Crosetto chiede alla magistratura di intervenire. Le parole di Di Pietro contro Napolitano sono un reato: "vilipendio del capo dello Stato", avverte il presidente dei senatori Udc, Gianpiero D'Alia, mentre per il segretario centrista Lorenzo Cesa "l'Italia dei valori è una vergogna per l'Italia". Non appena giunto al Quirinale, come previsto, Napolitano promulga con la firma la legge al centro delle polemiche. Il Colle preferisce tenersi lontano dall'agone politico e non rispondere all'attacco sferrato dall'ex pm.

Vep/Sar

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