Sabato 03 Ottobre 2009

In migliaia in piazza coi giornalisti per la libertà di stampa

Roma, 3 ott. (Apcom) - La Fnsi aveva chiesto di non portare in piazza del Popolo le bandiere dei partiti e invece c'erano tutte: da quelle del Pd alle bandiere dell'Idv, alle classiche bandiere rosse di Rifondazione, di Sinistra e Libertà, di Sinistra critica e soprattutto assieme a quelle della Cgil, supporto organizzativo non estraneo al clamoroso successo della manifestazione per la libertà dell'informazione (al di là delle cifre piuttosto ottimistiche sulle presenze, prima 150mila, poi 300mila, diffuse dagli organizzatori: ma anche i 60mila valutati dalla tradizionalmente prudente Questura sono una cifra molto significativa). Piazza piena, vie circostanti intasate di gente, automobili bloccate in ingorghi interminabili nel centro di Roma, forse a causa di una sottovalutazione dell'evento da parte dei responsabili cittadini dell'ordine pubblico. In piazza anche molti leader dell'opposizione, mentre dal Governo si moltiplicano i commenti polemici sull'iniziativa. Oratore simbolo della manifestazione è Roberto Saviano. Lo scrittore, minacciato di morte dalla camorra per le sue rivelazioni sui legami fra economia criminale ed economia legale, spiega dal palco che "la libertà per cui stiamo combattendo è la serenità di poter raccontare, è la possibilità di lavorare senza doversi aspettare ritorsioni". Quanto alle bandiere di partito, "non le abbiamo chiamate noi", precisa Roberto Natale, presidente della Fnsi, ma in ogni caso "è stato compreso lo spirito dell'iniziativa, una piazza per parlare dei problemi dell'informazione non come problemi di una categoria, ma come attacco al diritto di una comunità nazionale a essere informata". A mettersi in sintonia con la piazza, provano i politici presenti, a cominciare dai due rivali nel Pd Dario Franceschini e Pier Luigi Bersani. Silvio Berlusconi ha definito "una farsa" la manifestazione? "Gli dà fastidio - commenta - che ci sia tanta gente in piazza". E anche se "Berlusconi dice che non c'è problema - osserva dal canto suo Bersani - il mondo e questa piazza ci dicono che il problema c'è, è la maggioranza e il Governo non possono ignorarlo". Mentre Massimo D'Alema invita il premier a non "insultare i cittadini", una cosa "sempre di cattivo gusto, soprattutto quando si mobilitano così numerosi". Il leader dell'Idv Di Pietro sottolinea che la manifestazione, essendo "per la libertà di stampa", è anche inevitabilmente, a suo giudizio, "contro il governo Berlusconi che è in totale conflitto di interessi". Durissimi i commenti di parte governativa. Il leader della Lega Umberto Bossi liquida le proteste: "La libertà di stampa in Italia c'è e purtroppo c'è anche la libertà di insulto, che è un'altra roba". Per il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi la manifestazione "conferma che la sinistra in Italia vive completamente estraniata dalla realtà, una condizione che alimenta e giustifica ogni sorta di estremismo". Mentre il ministro del Welfare Maurizio Sacconi si scaglia contro la Federazione della Stampa, promotrice dell'iniziativa: "La manifestazione - accusa - non può coprire il suo fallimento" nel difendere gli interessi della categoria.

BAr

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