Domenica 04 Ottobre 2009

G7: l'economia migliora, ma mantenere misure anti crisi

Roma, 4 ott. (Apcom) - Tra segni di ripresa dell'economia e di stabilizzazione della finanza, i sette maggiori paesi avanzati si impegnano a mantenere all'opera le misure messe in campo contro la crisi, "fino a quando la ripresa sarà assicurata". Perché "non c'è spazio per l'autompiacimento, dal momento che le prospettive di crescita restano fragili e che le condizioni del mercato del lavoro non stanno ancora migliorando". E' il messaggio centrale del G7 dei ministri finanziari, a conclusione del vertice tenuto a Istanbul, a margine dell'assemblea annuale di Fondo monetario internazionale e Banca mondiale. I paesi del G7 aggiungono di restare "impegnati a intraprendere tutte le azioni necessarie per porre le fondamenta per una crescita forte, sostenuta ed equilibrata e per completare la nostra riforma regolamentare", prosegue il comunicato. Ribadito inoltre il sostegno alle linee di intervento concordate nel vertice tenuto lo scorso giugno al vertice di Lecce. Il tutto mentre ci si interroga sulle prospettive dello stesso G7 finanziario. Rischia di sparire, anche se non subito, per far posto al G20, che include i giganti emergenti, ma ora spunta l'idea di un G4 tra Stati Uniti, Unione europea, Giappone e Cina. Secondo indiscrezioni di stampa questo progetto sarebbe stato discusso proprio a Istanbul. In pratica si tratterebbe di escludere dal G7 il Canada e tutti i paesi europei come singole rappresentanze, per includervi invece l'Ue come un tutt'uno e far entrare la Cina. Ma proprio il Canada mette le mani avanti: assumerà la presidenza del G7 dal 2010 e il ministro Jim Flaherty ha chiarito che i G7 finanziari proseguiranno. Fredda anche la Gran Bretagna: "Parliamo con un sacco di gente, senza bisogno di metterci una G davanti", ha affermato il ministro del Tesoro Alstair Darling. Più possibilista la Francia, che nel 2011 presiederà sia il G7 che il G20: sui temi economici potrebbe abbandonare le riunioni del gruppo più piccolo. Nel recente vertice di Pittsburgh, negli Usa, è stato deciso di trasformare il G20 in consiglio permanente sui temi economici, mentre secondo la dichiarazione finale il G7 si dovrebbe focalizzare su altre questioni, come la sicurezza. Ma intanto si è svolto proprio un G7 finanziario e i paesi che assumeranno le prossime presidenze di turno di questi gruppi si mostrano divisi sugli orientamenti. E lo stesso G20 rischia di non bastare, almeno a sentire il Brasile che vuole allargarlo di un seggio per dare una rappresentanza permanente all'insieme dei paesi in via di sviluppo, che a loro volta si riuniscono con un gruppo chiamato G24. Lo ha affermato il ministro delle finanze brasiliano Guido Mantega. In pratica trasformarlo in un 'G21'. Al di là dei dibattiti sulle future architetture dei vertici, i paesi del G7 avvertono che nonostante il miglioramento del quadro economico c'è spazio per l'autocompiacimento, in quanto per ora i segnali di recupero non coinvolgono il mercato del lavoro. Da mesi si assiste ad aumenti della disoccupazione. Per questo i ministri finanziari promettono di mantenere all'opera le diversi misure approntate contro la crisi, "fino a quando la ripresa sarà assicurata". I paesi del G7 ribadiscono inoltre che l'eccessiva volatilità dei tassi di cambio tra le maggiori divise globali, e le variazioni brusche, hanno effetti negativi sull'economia. Continueranno a tenere sotto osservazione questi mercati e a "cooperare ove si renda necessario". Su questo punto il G7 "accoglie favorevolmente l'impegno della Cina a favore di un cambio più flessibile, che dovrebbe favorire un continuo apprezzamento del Renminbi", la valuta cinese.

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