Lunedì 05 Ottobre 2009

Elezioni in Grecia, vittoria e maggioranza ai socialisti

Roma, 4 ott. (Apcom) - I socialisti greci del Pasok sono tornati al potere in Grecia dopo cinque anni, con una vittoria schiacciante sui conservatori di Nea Demokratia del premier uscente Costas Caramanlis. Le elezioni hanno consacrato premier George Papandreou, leader del partito e terzo membro della sua famiglia dopo il padre e il nonno a guidare il paese ellenico dopo la Seconda guerra mondiale. Con il 40% dei voti scrutinati, il Pasok ha riportato il 43,7% delle preferenze, pari a 159 seggi su 300, mentre a Nd andrebbe il 37,2% dei voti e cioè 96 seggi. Caramanlis si è congratulato con Papandreou per la vittoria e ha annunciato le sue dimissioni dalla guida del partito: "La sola strada onesta e responsabile per me è di assumere la responsabilità di questa sconfitta e di mettere in atto una procedura per convocare un congresso eccezione del partito fra un mese", ha detto il premier uscente, "è chiaro che non sarò candidato". Altro membro di una 'dinastia' politica, nipote del fondatore di Nea Demokratia ed ex premier Costantino Caramanlis, Costas Caramanlis ha perso la sua scommessa di indire elezioni anticipate. Il premier, riconfermato due anni fa con la maggioranza assoluta di un voto (151 seggi su 300), le aveva volute per cercare di ottenere un mandato chiaro sulle misure di austerità proposte per superare gli effetti della crisi economica mondiale, durissimi in Grecia: dopo anni di crescita il Pil greco è in via di contrazione e il tasso di disoccupazione nella fascia di età tra i 15 e i 29 anni ha raggiunto il 17%, mentre il debito pubblico si avvia a superare il 100%. Ma Nd è stata travolta da numerosi scandali di corruzione (fra cui quello sulla cessione di alcuni terreni di un monastero ortodosso costato allo stato greco oltre 100 milioni di euro) e da un forte calo di popolarità dopo i gravi disordini provocati l'anno scorso dall'uccisione di un giovane da parte della polizia. La posizione del governo si è poi aggravata ancora con la contestata gestione della crisi estiva provocata dagli incendi forestali (oltre 21mila ettari di vegetazione distrutti nella sola regione di Atene). Ora a Papandreou, che ha condotto una campagna mediaticamente di successo, spetta un compito arduo: combattere corruzione e clientelismo e rilanciare l'economia del paese. Per farlo ha promesso un pacchetto di stimolo pubblico da tre miliardi di euro basato su iniezioni di liquidità, sostegno al reddito dei lavoratori e sullo sviluppo di settori come quello dell'energia verde. Terzo partito emerso dalla consultazione sono i comunisti del Kke (7,6%), seguito dagli ultranazionalisti e ultraortodossi del Laos (5,6%) e infine dalla sinistra radicale di Syriza (4,5%). Non riescono invece a entrare nel parlamento i verdi, che con il 2,2% non hanno superato la soglia minima del 3%.

Ape-Mgi

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