Mercoledì 07 Ottobre 2009

Musica/ Venditti: Mai offeso la Calabria, terra che amo

Roma, 7 ott. (Apcom) - Il cantautore Antonello Venditti scatena le ire dei calabresi. In un video amatoriale, scaricabile da Youtube, l'artista romano in un concerto tenuto in Sicilia, introducendo il brano 'Stella', ha detto: "Ma perchè Dio ha fatto la Calabria? Io spero che si faccia il ponte, almeno la Calabria esisterà. Qualcuno deve fare qualcosa per la Calabria". Immediate le reazioni politiche e dei cittadini che si sono coalizzati su Facebook creando gruppi contro il cantautore romano. Ma Venditti smentisce di aver offeso la terra calabrese. "L`ascolto integrale delle mie dichiarazioni attraverso il filmato pubblicato su YouTube, peraltro senza alcun consenso nè da parte mia nè da parte dell`organizzatore del concerto, rende il significato esatto delle mie parole. In quel concerto - spiega in una lettera pubblicata dal sito Strill.it che ha innescato la polemica - ho dedicato 'Stella', una canzone-preghiera, alla Calabria, una terra che amo moltissimo ma che è, sotto molti profili, disagiata per notissimi problemi che ne pregiudicano il futuro sereno che invece meritano tutti i calabresi, soprattutto i giovani. In questo senso ho auspicato che 'qualcuno deve fare qualcosa'". "La mia denuncia nata, lo ripeto, dall`amore per la terra calabrese e per le persone oneste che la abitano ha mutato il proprio significato attraverso il gioco di omissioni e tagli giornalistici alle dichiarazioni rese, nonché di commenti certamente non continenti che mi hanno descritto come un male al pari della `ndrangheta (si veda il servizio pubblicato su www.cn24.tv, dal titolo 'La polemica: dopo la `ndrangheta ci mancava Venditti')". Venditti precisa inoltre "che il concerto si è svolto nell`estate del 2008 e non, come il sito Strill.it vorrebbe far credere, 'la scorsa estate'". "Nell`estate del 2009 ho cantato nuovamente in Calabria, nell`area portuale di Corigliano Calabro, esprimendo ancora parole d`amore e di denuncia davanti a 100 mila persone. Tutti hanno capito ed applaudito. Ma se, come è evidente, si preferisce il silenzio di chi denuncia ciò vuol dire - chiude Venditti - che le parole possono ancora muovere le coscienze. Ciò di cui invece bisogna aver terrore è proprio il silenzio.

CAW

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