Lunedì 19 Ottobre 2009

Giustizia/ Franceschini difende Mesiano: Tutti con calze turchesi

Roma, 19 ott. (Apcom) - Tutti con i calzini turchesi, come il giudice Raimondo Mesiano, autore della sentenza che condanna Mediaset a pagare 750 milioni alla Cir. E' l'iniziativa di Dario Franceschini, che esprime così la solidarietà al magistrato ripreso in un servizio di Canale 5 mentre passeggia a Milano, fuma qualche sigaretta, va dal barbiere e infine si siede su una panchina. Tutte azioni che la giornalista autrice del servizio definisce "stranezze", compreso il fatto che il giudice indossi dei calzini turchesi. Il segretario del Pd arriva a Chieti per un incontro con la base sfoggiando un paio di calze azzurre: "Inquadratele", dice alla troupe del Tg5. E con un messaggio su Twitter invita: "Mettetevele tutti. Come il giudice Mesiano, colpevole solo di fare il giudice". Del resto anche il ministro leghista Roberto Calderoli, critica il servizio su Mesiano: "E' stato una sonora fesseria", ha detto, aggiungendo però che "questo vale anche per tutti quegli scatti fotografici e le riprese che riguardano la vita privata di chiunque". Il caso Mesiano si inserisce però nel più ampio quadro della riforma della giustizia annunciata da governo e maggioranza, con l'Anm che è in stato di agitazione e pensa allo sciopero: "I magistrati sono costantemente intimiditi. Dobbiamo dire no a riforme 'vendetta'", dice Franceschini. Dura l'Idv che denuncia con Donadi "il progetto sostanzialmente eversivo di questo dittatoruncolo da operetta che è ormai il premier". Prova a invitare al dialogo Calderoli: "Io inizierei comunque con un confronto con l'Anm e quelli dell'opposizione, vedendo se c'è la possibilità di arrivare a un testo condiviso". Resta però l'intenzione del Pdl, ribadita anche sabato in un vertice tra Silvio Berlusconi e i coordinatori del partito: andiamo avanti, senza accettare veti. Un clima di scontro che viene stigmatizzato dal cardinale Angelo Bagnasco: la "lotta di tutti contro tutti" e il "clima di scontro sistematico alimentato ad arte" impediscono di vedere i problemi reali e fanno male a un paese che ha bisogno di "coesione nazionale", perché "nessuno che abbia un minimo di buon senso può pensare di avvantaggiarsi dei disastri altrui". Rea

MAZ

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