Lunedì 19 Ottobre 2009

Mafia/Grasso su papello:Trattativa salvò politici,Stato ricattato

Roma, 19 ott. (Apcom) - Non parla dell'autenticità del 'papello' recapitato da Massimo Ciancimino alla procura di Palermo, ma sulla trattativa tra Stato e mafia all'epoca delle stragi di Falcone e Borsellino nel 1992 il procuratore nazionale Antimafia Piero Grasso ha pochi dubbi: un negoziato, dei contatti con Cosa nostra ci sono stati, avrebbero "salvato la vita a molti politici" ed anzi c'è stato un momento in cui la mafia pensava di tenere in pugno lo Stato, di poterlo ricattare. In un'intervista alla Stampa Grasso spiega infatti che "in principio pensavano di attaccare il potere politico ed avevano in cantiere gli assassinii di Calogero Mannino, di Martelli, Andreotti, Vizzini e forse mi sfugge qualche altro nome. Cambiano obiettivo probabilmente perchè capiscono che non possono colpire chi dovrebbe esaudire le loro richieste. In questo senso si può dire che la trattativa abbia salvato la vita a molti politici". "Il momento era terribile", racconta poi intervistato al Tg3, ma oltre alla trattativa secondo Grasso Cosa Nostra aveva addirittura capito di poter ricattare lo Stato: "Quando Riina dice a Brusca, come lui ci riferisce, che 'si sono fatti sotto' vuol dire che è scattato il meccanismo di ricatto nei confronti dello Stato: la strage di Falcone ha funzionato in questo modo. L'accelerazione probabile della strage di Borsellino può allora essere servita a riattivare, ad accelerare la trattativa con i rappresentanti delle istituzioni". Dopo l'uccisione di Falcone e Borsellino "bisognava cercare di fermare questa deriva stragista che era iniziata con la strage di Falcone: questi contatti dovevano servire a questo e ad avere degli interlocutori credibili. Il problema - ha continuato il procuratore - è di non riconoscere a Cosa nostra un ruolo tale da essere al livello di trattare con lo Stato, ma non c'è dubbio che questo primo contatto ha creato delle aspettative che poi ha creato ulteriori conseguenze". Intervistato da Il Caffè di Rai News 24 (in onda domani) anche Massimo Ciancimino è tornato sulla questione, affermando di nuovo che la trattativa tra Stato e mafia c'è stata ed "è cominciata a fine maggio 1992", subito dopo la morte cioè di Giovanni Falcone e della sua scorta. Il figlio di 'don Vito' ha anche fatto riferimento a precedenti contatti, quando ha riferito che "se Riina riuscì a portare a termine l'omicidio di Lima e iniziare una campagna di stragi, vuol dire che aveva già le coperture, insomma un altro referente". Sav

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