Lunedì 19 Ottobre 2009

Scuola/ Presidi a favore ora di Islam:in Italia contesto è mutato

Roma, 19 ott. (Apcom) - Nelle scuole italiane "ci sono ormai classi in cui gli unici italiani sono gli insegnanti, altre in cui gli stranieri raggiungono almeno il 50%. È una situazione neppure immaginabile pochi anni fa", per questo anche nell'insegnamento della religione "serve un ripensamento a livello di sistema che tenga conto delle diverse tradizioni culturali-sociali del nostro paese". L'Associazione nazionale dei Presidi, per bocca del suo presidente Giorgio Rembado, si dice favorevole alla possibilità di introdurre lo studio dell'Islam nelle materie di insegnamento scolastico. Rembado, in un'intervista ad Apcom, spiega che quella dell'ora di religione è "una questione molto difficile". Perchè "da una parte ha a che fare con l'integrazione e dall'altra con il rispetto del Concordato con il Vaticano che in Italia è una specificità anche nell'ambito della programmazione dell'attività didattica per l'insegnamento della religione. Bisognerebbe prendere una soluzione a livello di sistema, non delle singole autonomie scolastiche". "Certo è - continua - che con la crescita esponenziale degli alunni stranieri, portatori di culture e religioni differenti, è difficile trovare una soluzione che non sia fortemente innovativa: bisognerà riflettere e valutare se si possa collocare un'alternativa alla religione cattolica o l'insegnamento delle religioni con le diverse culture di cui i singoli sono portatori". "Qualcosa comunque - sottolinea il portavoce dei presidi italiani- bisogna fare: il contesto è profondamente mutato e cambia significativamente di anno in anno. Non possiamo usare canoni e criteri di anni fa. Servono soluzioni diverse, c'è bisogno - conclude Rembado - di una riconsiderazione fatta a livello di governo nel rapporto con Vaticano e con gli esponenti delle altre chiese per arrivare ad una soluzione equilibrata, tenendo conto delle diverse tradizioni culturali-sociali del nostro paese".

Sav

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