Lunedì 19 Ottobre 2009

Mafia/ Borsellino incontrò Ros dopo aver saputo della trattativa

Palermo, 19 ott. (Apcom) - Dopo avere appreso il 28 luglio 1992, da Liliana Ferraro, dei presunti contatti tra Vito Ciancimino e i carabinieri del Ros, il procuratore aggiunto di Palermo, Paolo Borsellino, incontrò per ben cinque volte ufficiali del Reparto operativo speciale dell'arma dei carabinieri a Roma. In una di queste occasioni cenò, fece colazione, ricevette un berretto da ufficiale pilota e un passaggio in elicottero fino a Salerno. Gli incontri avvennero il 2, il 3, il 4, il 10 e l'11 luglio 1992 fino a cioè otto giorni prima della sua uccisione. I primi tre sono stati confermati ad Apcom da fonti qualificate, e potrebbero essere ricostruiti domani dal generale Mario Mori al processo in cui è imputato a Palermo. Degli ultimi due, quelli del 10 e 11 luglio parla invece l'allora comandante del Ros, il generale Antonio Subranni. "L'ultimo mio ricordo - afferma in una nota - risale al 10 e 11 luglio del 1992. Nella serata del 10 luglio fummo a cena al casale Renzi del comando generale assieme ad altri miei colleghi generali. Il giorno dopo, in tarda mattinata, il giudice Borsellino mi ha raggiunto al Ros. Gli ho presentato alcuni ufficiali inferiori allora presenti e più tardi abbiamo fatto colazione nel mio ufficio con panini e bibite. Quindi - continua Subranni - ci siamo imbarcati su un elicottero dell'arma da me richiesto, diretti a Salerno per impegni diversi". Ricordo che ho donato al giudice Borsellino un berretto da ufficiale pilota che ha calzato per gran parte del volo. Scesi sul piazzale del campo sportivo e rimandato indietro l'elicottero, ci siamo salutati e separati allontanandoci con auto diverse. Borsellino era in compagnia di un magistrato di Salerno già in servizio alla procura di Marsale". Il magistrato al quale di riferisce il generale Subranni è Diego Cavaliero, amico di Borsellino, che proprio l'indomani battezzava il proprio figlio. Finora gli incontri tra Borsellino e ufficiali del Ros era noto solo quello, quasi 'carbonaro', del 25 giugno alla caserma Carini di Palermo di cui hanno parlato il generale Mario Mori e l'allora capitano Giuseppe De Donno. Secondo i due ufficiali in quella occasione con Borsellino avrebbero parlato di mafia ed appalti. In merito alle dichiarazioni che la vedova Borsellino, Agnese, avrebbe fatto sul generale Subranni, l'alto ufficiale si limita "per ora a dire che mi riesce difficile credere che la signora Agnese Borsellino possa aver detto, sul mio conto, quanto riportato dalla stampa riservandomi, per non interferire ora nel lavoro dei magistrati, di confutarle in sede giudiziaria. Fra l'altro - prosegue Subranni- solleciterò la sua memoria e il suo ricordo di quando a Roma è stata accolta dai vertici dell'arma, me compreso, con tangibile fraterna solidarietà". Quanto ai rapporti con il giudice Borsellino - conclude Subranni - affermo che sono stati improntati, sempre, a stima e rispetto reciproco. Aggiungo solo che essi coprono un lungo arco del mio servizio".

Cas

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