Giovedì 22 Ottobre 2009

Polanski/ Un avvocato ipotizza rientro volontario in Usa

Roma, 22 ott. (Apcom) - Fra i legali di Roman POlanski non c'è accordo sulla strategia di difesa: uno di loro infatti, per la prima volta, ritiene sia meglio che il regista si costituisca negli Stati uniti. Finora invece aveva sempre prevalso la linea di non arrendersi alle autorità americane, tanto che Polanski, condannato per aver costretto una tredicenne a una relazione sessuale, da 31 anni non mette piede in territorio statunitense. Il nuovo approccio è emerso l'altro ieri, all'indomani della decisione della Corte penale di Bellinzona di non concedere al regista, 76 anni, la libertà provvisoria. Polanski ha tempo per presentare appello fino al 29 ottobre, ma se questo dovesse essere respinto, rischia un lungo periodo in carcere in attesa dell'estradizione. Se la storia dovesse procedere lentamente, non è escluso che Roman Polanski decida di consegnarsi agli Stati Uniti, dove potrebbe far valere numerosi argomenti a sua difesa":, ha dichiarato uno dei suoi avvocati, Georges Kiemjan, alla radio Europe 1. L'altro avvocato, Herve Temine, ha sempre negato finora l'ipotesi di un rientro negli Stati Uniti. Il regista è stato arrestato dalle autorità elvetiche il 26 settembre durante il Zuerich Film Festival. Roman Polanski, Oscar come miglior regista (2003) e Palma d'Oro a Cannes (2002) per "Il Pianista", è ricercato dagli Stati Uniti per un caso di violenza sessuale su una tredicenne risalente al 1977. Il suo arresto ha suscitato una viva polemica, in particolare in Francia, dopo che numerose personalità della politica e della cultura gli hanno espresso il loro sostegno.

Fcs

© riproduzione riservata