Venerdì 23 Ottobre 2009

Draghi lancia l'allarme: all'orizzonte nuovi problemi

Roma, 23 ott. (Apcom) - Nuovi problemi sono all'orizzonte per l'economia mondiale, che si avvia verso una ripresa lenta e fragile dopo aver superato la fase più dura della crisi. Il presidente del Financial stability board, Mario Draghi, mette in guardia governi e autorità monetarie sulle sfide che si dovranno affrontare nei prossimi mesi, dalla disoccupazione crescente al forte aumento dei debiti pubblici. Un monito che il governatore della Banca d'Italia - intervenendo alla riunione annuale della Società italiana degli economisti - ha accompagnato con un invito generale a farla finita con la 'caccia all'economista: un chiaro messaggio a chi, nel mondo politico e non solo, in questi mesi ha "sognato pogrom" di studiosi, che al contrario hanno avuto grandi meriti nell'indicare le cure anti-crisi. "Nuovi problemi - ha sottolineato Draghi - sono all'orizzonte: come uscire dalla misure eccezionali di sostegno alle economie di molti Paesi; come rientrare da tendenze alla lunga insostenibili dei debiti pubblici; come disegnare nuove regole per il settore finanziario e contenere il problema dell'azzardo morale, una delle più gravi eredità che questa crisi ci lascia per gli anni a venire; come alleviare le sofferenze del mercato del lavoro; come aumentare un potenziale di crescita che rischia di essere durevolmente ridotto dagli effetti della crisi". Davanti a questi problemi, secondo il governatore, "la corretta analisi economica è più che mai necessaria per produrre quelle proposte concrete, quantificate, motivate, che sono alla base di una politica economica efficace". Cultura economica che, invece, rischia di subire "danni ingenti" dalla crisi, per via dei continui attacchi subiti su più fronti. "Si è aperta una caccia al colpevole - ha detto il governatore - si sognano pogrom di economisti, della disciplina economica si è negata sia la valenza scientifica sia l'utilità sociale". Ma come la bravura di un medico "si giudica in ultima analisi sulla sua capacità di curare una malattia, così la professione economica deve essere in primo luogo valutata per le risposte che ha saputo finora dare alla crisi. Da questo punto di vista credo che il bilancio sia largamente positivo. Nessuno ha le soluzioni pronte - ha concluso Draghi - ma non mancano elaborazioni, intuizioni su cui costruire una disciplina più adatta alle sfide poste dalla crisi". Per questo "trovo poco utili sia la posizione di coloro che vorrebbero annullare qualche decennio di pensiero economico sia quella di coloro che negano che un ripensamento sia necessario".

Glv

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