Venerdì 23 Ottobre 2009

Regionali/ Bossi insiste: Voglio due regioni. Ma Fini frena

Roma, 23 ott. (Apcom) - La data è stata fissata, ed è quella del 28 e 29 marzo. Ma per ora è l'unica certezza, nella partita delle regionali che da settimane agita il centrodestra. Con il caso Veneto che continua a bloccare tutte le altre decisioni sulle candidature. Neanche l'incontro di ieri tra Gianfranco Fini e Umberto Bossi è servito a fare passi avanti nello stallo, così come non si sblocca la situazione in Campania, dove Nicola Cosentino non fa passi indietro nonostante le perplessità espresse da settori del Pdl e dallo stesso Fini. Una soluzione, ripetono tutti i protagonisti, non potrà che essere complessiva e arrivare da un vertice tra i leader: Berlusconi, Bossi e Fini. Nell'incontro con il presidente della Camera, il leader leghista ha ribadito la richiesta di propri candidati in Veneto e in Piemonte, facendosi forte dell'accordo raggiunto nel faccia a faccia della scorsa settimana con Silvio Berlusconi. Accordo che prevederebbe anche che la Lega manterrà il ministero dell'Agricoltura, sostituendo con un proprio uomo Luca Zaia, probabile candidato in Veneto. Ma il presidente della Camera - riferisce chi ha parlato con lui dopo l'incontro - non ha potuto fare altro che ribadire quanto già anticipato sul 'Corriere', e cioè che una doppia candidatura del Carroccio nel nord "è oggettivamente problematica". E anche Ignazio La Russa spiega che "ancora non c'è nessun accordo". In Campania resta in campo Nicola Cosentino. Nel colloquio con il 'Corriere', Fini ha sollevato questioni di "opportunità" sulla candidatura del sottosegretario all'Economia e ha auspicato "una soluzione di buonsenso all'interno del partito" che "sarà indolore se si ragiona con la logica di selezionare il nome migliore non in base alla provenienza". Formula che sembra aprire la strada alla candidatura di Pasquale Viespoli: proprio oggi alla Camera Cosentino e Viespoli hanno pranzato insieme con altri deputati campani. E l'indicazione emersa sarebbe proprio questa: se sul nome di Cosentino non si riuscirà a trovare l'accordo pieno, sarà avanzata la candidatura dell'ex aennino e sottosegretario al Welfare. Insomma, tutte le partite si intrecciano: ma il bandolo della matassa è nel Veneto, dove si gioca una partita politica più ampia. E' lì infatti che, secondo un esponente di primo piano del Pdl, si deciderà se la Lega riuscirà ad imporre il 'modello bavarese', proponendosi come partito egemone nel nord est: se Giancarlo Galan dovesse davvero correre da solo, il Popolo delle Libertà rischierebbe la debacle nella regione, consegnando alla Lega l'egemonia. Da qui l'obbligo di trovare una soluzione condivisa, che soddisfi l'attuale presidente e che permetta al Pdl di 'tenere'. D'altro canto, in Piemonte una candidatura leghista rischia di lasciare la regione nelle mani del centrosinistra, mentre un candidato Pdl potrebbe trovare un accordo con l'Udc e ribaltare i rapporti di forza: ed ecco che torna in pista il nome di Enzo Ghigo.

Rea/Bac

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