Venerdì 23 Ottobre 2009

Consumi/ Anche i poveri scelgono e non rinunciano all'automobile

Milano, 23 ott. (Apcom) - Il 62% possiede un'automobile, pur se acquistata con grande sacrificio, due famiglie su tre hanno il telefonino, una ogni cinque un computer e in media spendono 27 euro al mese in abbigliamento. E se scelgono determinati oggetti, abiti e arredi lo fanno solo per sentirsi uguali agli altri. E' il quadro che emerge da uno studio realizzato dal Centro per lo studio della moda e della produzione culturale dell'Università Cattolica, in collaborazione con le Università di Milano, Bologna, Sassari, Trento, che ha tracciato un profilo delle abitudini di consumo di famiglie con almeno due persone che vivono sotto la soglia di povertà (misurata sulla base di una spesa mensile inferiore ai 970 euro) in quattro diversi contesti regionali (Lombardia, Trentino Alto Adige, Emilia Romagna, Sardegna). Lo studio 'Consumi ai margini' presenta un'insolita prospettiva della povertà dal momento che oltrepassa il diffuso stereotipo secondo il quale le persone a basso reddito sarebbero escluse dalla possibilità di scegliere liberamente beni e pratiche della loro vita quotidiana. Destinano invece sì la maggioranza del loro reddito all'abitazione e alle bollette e sono costretti a ricorrere alle mense dei poveri eppure si destreggiano nella scelta dei consumi quotidiani per non sentirsi ai margini e mantenere alta la stima di sé. Da questo punto di vista, il caso più emblematico è rappresentato dagli sforzi compiuti per acquistare un'automobile: il 62% la possiede, con una punta del 67% nel caso delle famiglie dell'Emilia Romagna. Sul versante dei beni tecnologici le preferenze vanno: al telefono cellulare (media nazionale 69%), al videoregistratore (51%), all'impianto hi-fi (39%) con picchi regionali ben più elevati nel caso dei poveri della Lombardia (rispettivamente con il 76, 60, 46%).

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