Lunedì 26 Ottobre 2009

Marrazzo/ Inchiesta va avanti, e alla Regione si pensa al dopo

Roma, 26 ott. (Apcom) - Alla Regione Lazio si apre il dopo-Marrazzo, con il Pdl che insiste nel chiedere le immediate dimissioni del governatore, autosospeso per essere rimasto vittima di un ricatto da parte di 4 carabinieri, arrestati con l'accusa di aver chiesto denaro per non diffondere un video compromettente. Ed il caso giudiziario, con l'inchiesta che va avanti e rischia di allargarsi, diventa caso politico. Il Pdl va all'attacco. L'autosospensione "non è legittima", sul caso Marrazzo siamo "pronti ad azioni legali", fa sapere il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, dopo una riunione con i parlamentari laziali del suo partito. Dunque, subito alle urne, non si può arrivare a fine marzo. Ma il vicepresidente della Regione Lazio Esterino Montino, ora reggente, richiama il centrodestra ad un atteggiamento di maggiore responsabilità istituzionale. La posizione del Pdl però rischia di far venir meno la certezza che l'istituto dell'impedimento, breve e motivato, possa condurre fino a gennaio, in modo da garantire che le elezioni si possano tenere a fine marzo. Così rischia di avvicinarsi la data delle dimissioni, al voto si dovrebbe andare dopo 90 giorni. Per il centrosinistra, ormai senza un candidato che fino a due giorni fa era scontato, sarebbe lo scenario peggiore. Anche se un candidato definitivo neppure il centrodestra lo ha ancora ufficializzato. Ai nuovi vertici del Pd ed al nuovo segretario Pierluigi Bersani toccherà la scelta di chi mettere in campo per una partita che si annuncia assai complicata. Così restano sul tappeto i nomi di alcuni big: non solo l'ex leader democratico ed ex sindaco di Roma Walter Veltroni, ma anche l'europarlamentare David Sassoli ("Non dico nè di no nè di sì: sarà l'assemblea regionale del partito che si occuperà di guidare questa fase difficile"), e ancora Giovanna Melandri, Roberto Morassut (in corsa per la segreteria regionale con Franceschini. Ieri, in una intervista, Marrazzo ha ammesso: "Ho sbagliato. In questa storia ne esco a pezzi, maciullato, messo alla gogna per colpa di chi si è infilato nella mia vita privata in una mattina di luglio", il giorno dell'irruzione in un appartamento di via Gradoli, a Roma, quando i militari lo hanno sorpreso in compagnia di un transessuale. Marrazzo è stato sottoposto "a uno stress fisico e psichico che lo ha colpito fortemente" e con l'autosospensione "si è preso qualche settimana di tempo per tornare alla normalità", ha detto l'attuale presidente reggente della Regione Esterino Montino, ricordando comunque che Marrazzo è "una vittima: lui ha fatto degli errori nella sfera personale".

Red/Kat

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