Venerdì 30 Ottobre 2009

Fini: Per stabilità governo necessaria democrazia parlamentare

Torino, 30 ott. (Apcom) - "La giusta esigenza di dare stabilità all'esecutivo non può e non dove comportare l'abbandono del modello di democrazia parlamentare". Lo ha detto il presidente della Camera Gianfranco Fini parlando alla presentazione del rapporto sulla legislazione tra Stato, Regioni e Unione europea. Fini, che ha indicato la necessità di realizzare maggiormente "una vera e propria 'democrazia governante', in grado di individuare un punto di equilibrio condiviso fra il suo grado di rappresentatività e quello di efficienza", ha osservato che questo equilibrio "è stato fin qui sacrificato per attribuire al governo una significativa influenza delle procedure parlamentari, con la conseguente riduzione degli spazi di autonoma iniziativa parlamentare". Il presidente della Camera fa notare che "le assemblee hanno bisogno del rapporto con gli esecutivi per non disperdersi negli interessi particolari" ma che "anche gli esecutivi hanno bisogno delle assemblee per rafforzare la dimensione politica della loro funzione rispetto alla forza delle burocrazie e degli interessi di parte". Quindi, ha osservato Fini, "le istituzioni democratiche sono forti se sono capaci non solo di decidere ma di farlo con il maggior consenso e la più ampia partecipazione possibile dei cittadini. E sono forti, legittimate e autorevoli, se garantiscono adeguati controlli sull'esercizio del potere; se assicurano un equilibrato pluralismo istituzionale". L'attuazione del federalismo fiscale, secondo Fini, "offre sicuramente una preziosa possibilità per realizzare nuovi modelli di indirizzo e controllo da parte delle assemblee rappresentative". Stato e autonomie territoriali debbono impostare i rapporti su una "leale collaborazione" per "attuare una politica nazionale cui tutti concorrano" seguendo la logica costituzionalmente obbligata dell'unità del Paese". Lo ha detto il presidente della Camera Gianfranco Fini invitando a non "cadere in una sorta di 'relativismo' istituzionale" e osservando che il principio dell'unità del Paese è "insieme agli altri principi fondamentali, ovviamente ineludibile". Il presidente della Camera, che ha parlato alla presentazione del rapporto sulla legislazione tra Stato, Regioni e Unione europea, ha osservato che "alla base della richiesta di più ampie autonomie da parte dei cittadini non vi è un nostalgico guardare indietro alle 'piccole partrie' preunitarie, bensì l'insoddisfazione per il cattivo funzionamento del modello di Stato centralista. Vi è l'attesa - ha aggiunto - che una moderna Repubblica delle autonomie possa fornire, a costi più contenuti, servizi migliori in favore dell'intera comunità nazionale".

Mda/Ral

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