Sabato 31 Ottobre 2009

Arctic Sea, epilogo maltese per l'odissea del misterioso cargo

Roma, 31 ott. (Apcom-Nuova Europa) - La misteriosa odissea dell'Arctic Sea sembra giunta all'epilogo a Malta, dove l'imbarcazione è arrivata dopo tante peripezie e con un carico di interrogativi 'made in Russia' sempre aperti. Nessuno la voleva nelle sue acque, ma batte bandiera maltese e nella piccola isola mediterranea è basato il proprietario, la società finlandese Solchart, per cui è stata rimesso alle autorità maltesi, che si affrettano a sdrammatizzare. Dopo una prima ispezione, gli esperti della Valletta riferiscono di non avere riscontrato "alcuna prova di attività criminale a bordo", assicura un portavoce della Marina maltese, nè sono state rinvenute tracce di radioattività o di sostanze tossiche. Anzi, c'era un forte odore di legno, aggiungono, con grande soddisfazione delle autorità russe, che hanno sempre sostenuto la tesi del carico di legno "e null'altro". Sulla misteriosissima vicenda dell'Arctic Sea sono state costruite molte e fantasiose teorie. Sequestrato in acque svedesi lo scorso 23 luglio e poi scomparso per settimane tra il Baltico e l'Atlantico, per ritrovarlo è scesa in campo la marina militare russa, con il supporto di sommergibili nucleari. E a causa della presenza a bordo di militari inviati da Mosca, oltre all'equipaggio russo, le autorità spagnole hanno vietato a metà settembre l'ingresso nel porto di Las Palmas all'imbarcazione. E' iniziata così una peregrinazione mediterranea durata varie settimane, e terminata con l'approdo a Malta, con scorta militare russa. Secondo vari media russi, Mosca avrebbe deciso di intercettare il cargo perchè allertata su un carico di missili S-300 organizzato da un gruppo mafioso e destinato all'Iran. Ipotesi confutata dai vertici russi, ma senza vere spiegazioni alternative. Intanto l'Algeria, destinazione iniziale dell'imbarcazione, ha fatto sapere di non attendere più l'Artic Sea. Orm

MAZ

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