Lunedì 02 Novembre 2009

Pakistan/ Attentati a Rawalpindi e Lahore: 35 morti, 67 feriti

Islamabad, 2 nov. (Apcom) - Due nuovi attentati oggi in Pakistan hanno provocato 35 morti a Rawalpindi e sette feriti a Lahore, allungando la striscia di vittime che in due anni di violenze è costata la vita a oltre 2.400 persone. Questa mattina, a Rawalpindi, alle porte della capitale del Pakistan Islamabad, un kamikaze a bordo di una moto si è fatto saltare in aria nel complesso che ospita l'hotel Shalimar, non lontano dal quartier generale delle forze armate pachistane, uccidendo 35 persone e ferendone almeno 60. L'esplosione è stata innescata "in prossimità di una fila di persone in attesa di ritirare lo stipendio", ha detto un responsabile della polizia locale. La deflagrazione è stata talmente violenta che brandelli di corpi sono stati sparsi in un raggio di 50 metri. In serata, due attentatori suicidi si sono fatti saltare in aria ad un posto di controllo della polizia di Lahore, seconda città del Pakistan, provocando il ferimento di sette persone. Lo hanno riferito fonti della polizia locale, sottolineando che l'attacco è avvenuto nella zona di Babu Sabu. "Una vettura è stata fermata a un posto di controllo e i due kamikaze presenti all'interno dell'auto hanno azionato un detonatore facendosi saltare in aria. Abbiamo trovato delle gambe e una testa", ha dichiarato il capo della polizia della città, Pervez Rathor. "Sette persone sono rimaste ferite, di cui tre membri delle forze di sicurezza e quattro civili", ha aggiunto. Sempre oggi, le Nazioni Unite hanno deciso di sospendere tutte le proprie attività per lo sviluppo del nordovest del Pakistan per ragioni di sicurezza. L'Onu ha reso noto che la decisione riguarda le aree tribali del Pakistan e della provincia della frontiera nord-occidentale, regioni in cui è in corso una vasta offensiva militare pachistana contro i combattenti islamici. L'organizzazione internazionale ha riferito in un comunicato che il suo impegno si concentrerà sulle situazioni di emergenza, gli aiuti umanitari, le operazioni di sicurezza e ogni altra attività ritenuta essenziale, secondo le indicazioni del segretario generale Ban Ki-moon. Intanto, prosegue l'offensiva dell'esercito pachistano nel Sud-Waziristan, nel nord ovest del Pakistan, che ha annunciato di aver conquistato Kanigurram, una delle principali roccaforti dei talebani della zona. "Kanigurram è stata completamente ripulita dai suoi terroristi", ha dichiarato il portavoce dell'esercito pachistano, generale Athar Abbas, in una conferenza stampa a Islamabad. "Dopo aver perquisito casa per casa, abbiamo ripulito la città dalle mine e dalle bombe artigianali", ha aggiunto. Dal 17 ottobre, più di 30.000 soldati, appoggiati dall'aviazione e dall'artiglieria pesante, conducono una operazione con l'obiettivo di scacciare i talebani dai loro bastioni del Sud-Waziristan, nelle zone tribali alla frontiera con l'Afghanistan. L'esercito pachistano aveva messo a segno il 24 ottobre un primo successo simbolico con la presa di Kotkai, villaggio natale e feudo del capo del Movimento dei talebani del Pakistan (Ttp), Hakimullah Mehsud. Circa 250.000 persone - su una popolazione stimata a 300.000 abitanti nei distretti presi di mira dall'operazione - sono fuggite dal Waziristan del Sud, secondo le autorità. Il Pakistan è teatro, da più di due anni, di una ondata di attentati costati la vita a oltre 2.400 persone, perpetrati nella maggior parte dei casi da kamikaze del Ttp, che si è alleato ad al Qaida. (Fonte Afp)

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