Venerdì 06 Novembre 2009

M.O./ Abu Mazen getta la spugna: Non mi ricandido alle elezioni

Roma, 6 nov. (Apcom) - Il presidente dell'Autorità nazionale palestinese, Abu Mazen, getta la spugna, si fa da parte. Ieri sera, durante un discorso trasmesso dalla televisione, il leader palestinese ha confermato di non volersi ricandidare alle prossime elezioni presidenziali, in programma il 24 gennaio 2010. Il presidente dell'Anp ha dichiarato di aver informato i "fratelli" del governo palestinese del suo desiderio di non presentarsi alle prossime elezioni. "Ho detto al comitato esecutivo dell'Organizzazione per la liberazione della Palestina (Olp) e al Comitato centrale di Fatah che non desidero presentarmi alle prossime elezioni (presidenziali)", ha affermato Abu Mazen. "Non è una manovra. Spero che tutti capiscano questa mia scelta e farò di tutto per farla comprendere", ha aggiunto. La decisione del presidente Abu Mazen, 74 anni, arriva in un momento in cui il processo di pace in Medio Oriente è bloccato e i negoziati di riconciliazione tra palestinesi (Fatah da un lato, Hamas nella Strescia di Gaza dall'altro) sono a un punto morto. Soprattutto, arriva dopo il mezzo passo indietro degli Stati Uniti rispetto alla richiesta che Israele blocchi la costruzione degli insediamenti in Cisgiordania. Hanno fatto scalpore le parole del segretario di Stato Hillary Clinton dal Cairo, da dove, al termine di un tour nella Regione, ha affermato che la volontà del governo israeliano di limitare le costruzioni, senza bloccarle totalmente, rappresenta comunque un "positivo passo in avanti". Una dichiarazione che dimostra il fallimento dell'amministrazione Obama in nove mesi a convincere il governo israeliano di Netanyahu, e che allontana Washington dall'Autorità palestinese, ferma nel chiedere il blocco totale degli insediamenti israeliani, compresi quelli a Gerusalemme Est (annessa da Israele nel giugno del 1967) prima di una ripresa dei negoziati di pace. La decisione del leader palestinese deve aver preso alla sprovvista la Casa Bianca, che in serata, prima della diretta televisiva del presidente dell'Anp, ha ribadito che Abu Mazen rappresenta un "vero partner degli Stati Uniti". Ma le parole di Washington non hanno provocato la marcia indietro del presidente palestinese che in serata ha confermato di voler farsi da parte.

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