Venerdì 06 Novembre 2009

Opel, proteste in tutta Germania, colpo a relazioni con gli Usa

Roma, 6 nov. (Apcom) - "Gli americani se ne sono fregati della cancelliera", "un grave colpo alle relazioni germano-americane": sono solo alcuni dei titoli della stampa tedesca, che rispecchiano lo stato d'animo in cui si trova la Germania dopo il voltafaccia di General Motors, che ha deciso di bloccare la vendita di Opel al gruppo austro-canadese Magna. I lavoratori di tutti gli stabilimenti della filiale tedesca, circa 25mila in tutto il paese, hanno manifestato o in parte scioperato contro la decisione della casa madre americana. "Che onta, che disastro" per il governo, scrive con desolazione la Sueddeutsche Zeitung, sottolineando che cambiando più volte idea, "i dirigenti di Gm hanno fatto parecchi torti alle relazioni germano-americane". "Opel, la grande trappola", scrive Bild, il quotidiano più letto in Europa (3,5 milioni di lettori). "Non ci sono che perdenti" in questo affare, compresa Gm "la cui reputazione è rovinata", attacca il tabloid di Springer, "nessuno più crederà in loro". Perfino il presidente degli Stati Uniti sarebbe stato all'oscuro dello stop di Gm. Barack Obama ha telefonato ieri alla "cancelliera" tedesca Angela Merkel dicendo di non essere stato coinvolto nella decisione presa da General Motors di non vendere Opel, ha confermato il portavoce di Berlino Ulrich Wilhelm. Ieri la leader tedesca aveva telefonato a Obama per trovare una soluzione sulla vicenda Opel. Il governo tedesco vuole che il piano di ristrutturazione sia presentato "al più presto possibile" e che Gm rimborsi entro fine novembre il prestito ponte di 1,5 miliardi di euro erogato per sostenere Opel. Merkel ha appreso con sorpresa della decisione di Gm durante il volo di rientro da Washington, dove era stata accolta in pompa magna e dove aveva tenuto un intervento al Congresso americano accolto con ovazioni in America come in patria. A sua volta il premier russo Vladimir Putin ha denunciato l'atteggiamento "sdegnoso" di General Motors nella vicenda Opel e ha promesso di trarre la dovuta lezione dalla mancata vendita della casa tedesca, che per il premier russo avrebbe potuto avvicinare Usa ed Europa. Il rifiuto di Gm di cedere la controllata tedesca Opel alla canadese Magna, in cordata con la banca pubblica russa Sberbank, illustra "una cultura del dialogo piuttosto strana, è il minimo che si possa dire, dei partner americani con i loro soci in affari" ha detto Putin in occasione di un consiglio dei ministri. Intanto sono esplose le proteste dei lavoratori Opel in Germania: come preannunciato mercoledì, in tutti gli stabilimenti - Ruesselsheim, Bochum, Kaiserslauten e Eisenach - i circa 25mila dipendenti hanno gridato la loro rabbia contro la casa madre americana General Motors e temporaneamente incrociato le braccia.

Cuc

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