Martedì 31 Marzo 2009

Casa; Regioni trovano l'accordo, si lavora a intesa con Governo

Roma, 1 apr. (Apcom) - Governo e Regioni ancora a lavoro per trovare un'intesa sul piano casa. Il documento unitario messo a punto dai governatori, al termine della riunione della Conferenza delle Regioni, è sul tavolo del governo che sta lavorando con le autonomie locali per sciogliere gli ultimi nodi e giungere ad un testo comune. Per il ministro degli Affari Regionali, Raffaele Fitto, il documento delle Regioni "è un passo in avanti, ma non ancora sufficiente rispetto alle diverse esigenze che tanto il governo quanto le regioni e i comuni portano avanti". Sul fronte della semplificazione delle procedure per costruire, infatti, sarebbero emerse posizioni divergenti tra le varie amministrazioni interessate. Ma lo scoglio più duro sarebbe ancora una volta quello del decreto legge: il governo, secondo quanto si apprende, punterebbe ad un provvedimento più incisivo, mentre i governatori premerebbero per un intervento più 'soft'. Tra i nodi da sciogliere con il Governo c'è anche quello relativo agli aumenti di volumetrie. Secondo quanto si apprende il governo vorrebbe limare la bozza di accordo delle regioni riservando il limite di aumento volumetrico del 20% ai soli edifici che non superimo i mille metri cubi di dimensioni. Comunque stamattina potrebbe essere convocata la Conferenza Unificata per la ratifica ufficiale. Non è da escludere del tutto, poi, l'ipotesi di un Consiglio dei ministri lampo per il via libera al piano con un decreto 'soft'. Ma gli impegni internazionali del premier Silvio Berlusconi, atteso per oggi pomeriggio al G-20 di Londra, potrebbero far slittare l'approvazione. Quanto alla bozza d'intesa messa a punto dai governatori, il testo si articola su tre punti. In primis l'impegno delle Regioni ad approvare entro 90 giorni, leggi regionali per l'aumento delle cubature: in sostanza si tratta di ampliamenti del 20% degli edifici residenziali esistenti, uni-bi familiari o comunque di volumetria non superiore ai 1000 metri cubi, e premi di cubatura del 35% in caso di demolizione e ricostruzione con progetti di bioedilizia. Il tutto senza deroga ai piani regolatori regionali e fuori dai centri storici e dalle aree protette. In caso le Regioni non legiferino subentrerebbe un commissario ad acta con poteri sostituitivi. Secondo punto del documento dei governatori è la richiesta al governo di un decreto legge per la semplificazione delle procedure di competenza dello Stato: si va dalla valutazione ambientale strategica (Vas) fino al maggior ricorso alla denuncia d'inizio attività (Dia). Infine la proposta di un tavolo di confronto con il governo per la definizione di un nuovo 'Piano casa' per le fasce più svantaggiate della popolazione con l'obiettivo di destinare alle Regioni e ai Comuni il maggior gettito Iva derivante dagli interventi per il rilancio dell'edilizia. Per il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, la proposta delle Regioni "ha una impostazione che mette tutto su binari giusti. È un lavoro approvato all'unanimità da tutti e viene salvaguardata l'urbanistica evitando qualsiasi deroga ai piani urbanistici".

Cep

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