Giovedì 02 Aprile 2009

Doping; Valverde attacca il Coni: Prove ottenute illegalmente

Roma, 1 apr. (Ap-Apcom) - Alejandro Valverde ha replicato al suo deferimento, disposto oggi dalla Procura Antidoping del Coni, minacciando azioni legali contro il comitato olimpico italiano. Il corridore spagnolo, in una nota diffusa dal suo portavoce, si è detto "sospreso" dalla richiesta di squalifica di due anni avanzata oggi dalla Procura, certa che il Dna del sangue della sacca numero 18 rinvenuta negli uffici del dottor Eufemiano Fuentes - figura chiave dell'inchiesta spagnola Operacion Puerto - coincida con quello prelevato a Valverde nel test effettuato dopo la tappa conclusa a Pratonevoso allo scorso Tour de France. Valverde ha mostrato sorpresa per la decisione di disporre un procedimento disciplinare "relativo ad un fatto non commesso": "Il Coni sostiene di essere competente nel giudizio di fatti che evidentemente non sono di sua competenza", recita la nota, "con argomentazioni carenti da un punto di vista legale e logico". Secondo Valverde le prove che il Coni sostiene di avere in mano "sono completamente sbagliate" e, oltretutto, "sono state ottenute in maniera illegale". Non solo, il corridore spagnolo nel comunicato odierno ha accusato il comitato olimpico italiano "di agire in modo illegale, disobbedendo agli ordini dei tribunali spagnoli e violando i diritti basilari di un ciclista". La Procura antidoping del Coni ha deferito Valverde con richiesta di due anni di inibizione per "uso o tentato uso" di sostanze vietate, come previsto dall'articolo 2.2 del codice internazionale della Wada.

Grd-Caw

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