Domenica 29 Marzo 2009

G20, nel comunicato finale vertice di Londra no a protezionismo

Roma, 29 mar. (Apcom) - Un forte impegno a combattere il protezionismo e a far ripartire le trattative per il commercio internazionale, ma anche pochi dettagli per un approccio veramente globale ai piani di stimolo dell'economia mirati a uscire dalla recessione. Sono queste alcune delle caratteristiche salienti del comunicato finale del vertice G20 dei capi di Stato e di Governo che si svolgerà il prossimo 2 aprile a Londra e il cui contenuto viene rivelato dal Financial Times. Nella bozza anticipata dal quotidiano britannico, un documento in 24 punti, i leader del gruppo dei 20, che unisce i principali Paesi industriali ed emergenti del mondo, sottolineano che l'espansione delle politiche fiscali già in atto aumenterà il Pil globale di oltre 2 punti percentuali creando oltre 20 milioni di posti di lavoro. Un impegno che, insieme alle maggiori risorse che verranno convogliate al Fondo Monetario Internazionale e alle azioni a sostegno del settore creditizio permetterà all'economia mondiale di tornare a espandersi nel suo complesso entro la fine del 2010. Fonti ufficiali contattate dal Financial Times, che data il suo articolo da Roma, sottolineano che il testo del comunicato non dovrebbe cambiare sostanzialmente prima del vertice del 2 aprile anche se esiste ancora dibattito su alcune cifre che, al momento, non sono state specificate. Sottolineando che "una crisi globale richiede soluzioni globali", si legge nella bozza citata dal Financial Times, il leader del G20 formulano un impegno: "Siamo determinati a far ripartire la crescita ora, a resistere contro il protezionismo e a riformare i nostri mercati e istituzioni per il futuro...Siamo determinati ad assicurarci che questa crisi non si ripeta". I leader del G20 poi, evitando menzioni dirette del capitalismo segnalano il loro appoggio a "un'economia mondiale aperta, fondata su principi di mercato, su controlli efficaci e su istituzioni globali forti" per conseguire "una globalizzazione sostenibile con crescente prosperità per tutti". La bozza di comunicato finale del G20, con riferimento ai timori inflazionistici avanzati dalla Germania e da altri Paesi contiene anche l'impegno a "mettere in atto strategie d'uscita dalle politiche espansive necessarie, lavorando insieme per evitare conseguenze non desiderate su altri". Il comunicato, poi, passa in rassegna alcuni tra i punti che stanno più a cuore alle singole delegazioni. A partire dal Financial Stability Forum, oggi guidato dal governatore della Banca d'Italia Mario Draghi, che verrà allargato a tutti i membri del G20, rinominato "Financial Stability Board" e che soprintenderà al controllo degli hedge fund. I paradisi fiscali e le "giurisdizioni non cooperative" saranno soggetti a sanzioni non ancora specificate, nominati e messi all'indice in un documento separato che verrà pubblicato al vertice. Quanto poi ai bonus e alle retribuzioni dei top manager delle aziende il documento sottolinea che questi dovrebbero "premiare le effettive prestazioni, sostenere la crescita sostenibile ed evitare un'eccessiva assunzione di rischi", secondo i principi stilati dal Financial Stability Forum. Un passaggio del comunicato finale, secondo la bozza anticipata dal Financial Times è dedicato alle banche per le quali si sottolinea che la qualità e la quantità del loro capitale deve aumentare "nel tempo" anche se "i requisiti di patrimonializzazione non dovrebbero essere rafforzati fino a quando non sia assicurata una ripresa economica significativa e sostenuta e fino a quando non è gestita la transizione per assicurarsi che l'estensione del credito non sia circoscritta". Lapidarie le espressioni relative alle valute, sulle quali si raccomanda ai membri del G20 di evitare "svalutazioni competitive" e sull'oro, sul quale si chiede al Fmi di portare avavti proposte per usare i proventi delle vendite concordate del metallo giallo allo scopo di sostenere i Paesi a basso redditi.

BOL

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