Giudici in pensione, slitta processo per omicidio: caos in aula

Giudici in pensione, slitta processo per omicidio: caos in aula Tensioni a Napoli tra familiari donna uccisa a colpi di ascia

Roma, 26 ott. (TMNews) - Caos nell'aula 318 del Palazzo di giustizia di Napoli, dove avrebbe dovuto svolgersi il processo d'appello a carico di Renato Valboa, accusato di aver ucciso, il 23 luglio 2009, la convivente Florinda Di Marino. Fu un delitto efferato: la donna, insegnante 35enne e madre di un bambino di otto anni avuto dall'ex marito, fu assassinata a colpi di ascia in casa, nella zona dei Camaldoli. Dopo precedenti rinvii, oggi davanti alla prima sezione della Corte d'assise d'appello avrebbe dovuto tenersi il processo per l'imputato ma l'udienza non si è potuta svolgere in quanto il giudice Ramundo, presidente della Corte, da ieri è in pensione e così anche il giudice Bello indicato in sua sostituzione. Alla notizia che il processo sarebbe andato a nuovo ruolo perchè non era stato possibile formare il collegio giudicante la tensione tra i familiari di Florinda è salita sfociando in grida di dissenso e caos. È stato necessario l'intervento della polizia per sedare gli animi e riportare la situazione all'ordine.Renato Valboa era presente in aula, rinchiuso nel gabbiotto riservato agli imputati detenuti. In primo grado fu condannato a sedici anni di reclusione. "Una pena irrisoria per un delitto così efferato e commesso recidivamente" si sottoliena in un volantino distribuito all'ingresso del Palazzo di giustizia dove sin dalle prime ore del mattino i familiari di Florinda e rappresentanti delle associazioni che aderiscono a Arcidonna Napoli onlus hanno organizzato un sit-in chiedendo "giustizia per Florinda". "Era una donna dolce e generosa - dicono - pronta al sorriso e disposta al perdono. Questa sua attitudine e la tenace convinzione, comune a tante donne, che l'amore può riuscire a cambiare qualunque uomo le avevano fatto sottovalutare il rischio a cui si esponeva nell'intraprendere una relazione con un uomo con trascorsi così allarmanti".Nel volantino è sintetizzata la storia di Florinda, donna innamorata che decide di fidarsi di Renato Valboa nonostante sia da poco uscito dal carcere dopo aver scontato una condanna per il tentato omicidio della ex moglie. Ma ben presto è costretta a ricredersi e vuole lasciarlo. Subisce anche una violenta aggressione e lo denuncia per lesioni gravissime. Lui non si rassegna e due anni fa, al culmine di una lite, la uccide in modo brutale tentando, subito dopo, di togliersi la vita tagliandosi i polsi. Viene arrestato e processato. "È presumibile che fra pochi anni, con la buona condotta e sconti di pena, sarà di nuovo libero - dicono le donne riunitesi davanti al Tribunale - Siamo qui per testimoniare che per ogni donna ammazzata e offesa siamo tutte parte lesa". L'ex marito e il figlio, che oggi ha dieci anni, di Florinda, i genitori e le sorelle della donna e l'associazione Arcidonna si sono costituiti parte civile nel processo.

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