Giovedì 23 Aprile 2009

La Spagna autorizza la selezione di embrioni per evitare cancro

Roma, 23 apr. (Apcom) - Dopo il caso di Javier, il bebé nato per curare il fratellino Andres affetto da una grave forma di anemia, la Spagna fa ancora un altro passo avanti sulla strada della pre-selezione genetica dei neonati per evitare gravi malattie: la Commissione nazionale per la riproduzione umana assistita ha approvato la selezione di due embrioni, per assicurarsi che non abbiano i geni che provocano il cancro al seno e alla tiroide. La decisione è stata definita "storica" dal segretario generale alla Salute José Martinez Olmos, ma non è esente da polemiche. In effetti la Spagna diventa uno dei pochissimi paesi nel mondo assieme alla Gran Bretagna ad ammettere questo tipo di tecnica: non si tratta infatti di evitare un gene che provoca, con certezza assoluta, una malattia (come è il caso, ad esempio, della legislazione francese). Le decisioni adottate dalla Commissione nazionale spagnola riguardano invece probabilità alte (dell'ordine dell'80%) ma non assolute. Secondo la legge spagnola del 2006 sulla riproduzione assistita, la pre-selezione genetica è ammissibile per "individuare malattie ereditarie gravi, di apparizione precoce e non suscettibili di trattamento curativo dopo la nascita sulla base degli attuali conoscimenti scientifici". In effetti, nota il giornale spagnolo, questi tipi di cancro non sono puramente ed esclusivamente ereditari, né appaiono sempre in modo precoce, e in diversi casi, esiste un trattamento curativo. Tuttavia, ha sottolineato Olmos, in questi casi c'erano antecedenti nelle famiglie "di un tipo di tumore molto aggressivo che si presentava in età molto precoce". Anche sulla base di questa considerazione, la decisione è stata presa dalla Commissione nazionale all'unanimità. La tecnica, nota come 'diagnosi genetica preimpianto' consiste nel prelievo di una cellula dell'embrione quando ha circa tre giorni di vita, analizzandolo per verificare se è portatore del gene responsabile della probabile malattia, eliminandolo in caso positivo e lasciando sopravvivere solo gli embrioni non portatori del gene pericoloso. La tecnica è proibita in Germania, Austria, Italia e Svizzera e consentita in Spagna, Danimarca e Gran Bretagna. L'episcopato spagnolo e i gruppi religiosi conservatori sono contrari a questa tecnica, che considerano affine a un aborto.

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