Martedì 31 Marzo 2009

Ocse; Italia, Pil 2009 -4,3%, 2010 -0,4% e disoccupati al 10,7%

Roma, 31 mar. (Apcom) - Anche in Italia la recessione economica si sta aggravando, tanto che quest'anno il Pil accuserà una contrazione del 4,3 per cento, avverte l'Ocse nelle sue ultime previsioni. E' l'unico paese del G7 assieme al Giappone per cui si prospetti un intero triennio di flessione: la caduta attesa per quest'anno giunge dopo il meno 1 per cento segnato dal Pil nel 2008 e verrà seguita da un ulteriore meno 0,4 per cento nel 2010. Nel frattempo la disoccupazione "aumenterà bruscamente" nel biennio in corso, balzando dal 6,8 per cento del 2008 al 9,2 per cento quest'anno, e al 10,7 per cento nel 2010. Le previsioni Ocse sul Pil italiano sono più pessimistiche del -3,5% recentemente stimato dall'Ufficio studi di Confindustria e delle meno recenti stime del Governo, ferme al -2%. Il paese risente dell'effetto combinato di "una forte caduta degli investimenti, della contrazione del mercato delle esportazioni e dell'incertezza che mina le spese per consumi", avverte l'organizzazione parigina nella scheda dedicata all'Italia del suo Interim Economic Outlook. Soprattutto alcune caratteristiche della penisola - il mix dei beni che esporta, tra cui prodotti di lusso, e la sua economia aperta agli scambi - la rendono "esposta al pieno impatto delle recessioni negli altri paesi". Quest'anno l'export italiano accuserà una caduta del 15,9 per cento, cui seguirà un meno 1,1 per cento nel 2010. Sotto pressione anche i conti pubblici, secondo l'Ocse l'incidenza del deficit di bilancio rispetto al Pil salirà al 4,7 per cento nel 2009 e al 5,9 per cento nel 2010. "L'elevato livello del debito pubblico - si legge - e i timori che potrebbe essere difficile rifinanziarlo hanno giustamente limitato le misure di politica economica discrezionali" adottate dal governo in risposta alla crisi. Secondo l'Ocse "rimodulare la spesa pubblica per ampliare il sostegno ai disoccupati e alle loro famiglie sarà più efficace nel sostenere la domanda, rispetto all'erogare aiuti alle singole imprese e ai tentativi di dirigere il credito bancario". Di positivo, per i redditi delle famiglie c'è che l'Ocse prevede un andamento del caro vita molto debole, con la crescita dei prezzi al consumo limitata allo 0,7 per cento sia quest'anno che nel 2010, dopo il più 3,5 per cento del 2008. Inoltre per la fine del prossimo anno l'inflazione "cadrà a zero", si legge. Va poi messo in rilievo che le prospettive economiche negative sono generalizzate a tutta l'area dell'Ocse: anche per la media dei 30 paesi l'organizzazione parigina prevede un meno 4,3 per cento del Pil nel 2009, cui seguirà un meno 0,1 per cento nel 2010. Tra i grandi paesi europei, peggio dell'Italia quest'anno farà la Germania, con un meno 5,3 per cento del Pil, e un più 0,2 per cento nel 2010; la Gran Bretagna accuserà un meno 3,7 per cento nel 2009 (-0,2 per cento nel 2010) e la Francia un meno 3,3 per cento (-0,1 per cento nel 2010). Per gli Stati Uniti l'Ocse prevede un meno 4 per cento nel 2009 e crescita a zero nel 2010. Nel G7 la previsione peggiore riguarda il Giappone: Pil 2009 meno 6,6 per cento, dopo il meno 0,6 per cento del 2008, e nel 2010 meno 0,5 per cento.

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