Venerdì 01 Maggio 2009

Omicidio Poggi, slitta la sentenza: disposte nuove perizie

Milano, 1 mag. (Apcom) - Slitta la sentenza per il processo per l'omicidio di Chiara Poggi: per "significative incompletezze d'indagine" il Gup Stefano Vitelli, infatti, dopo quattro ore di camera di consiglio ha disposto cinque ulteriori perizie e la convocazione di altri testimoni, prima di pronunciarsi sull'imputato Alberto Stasi. Per la sentenza sul "giallo di Garlasco" bisognerà dunque probabilmente attendere ancora alcuni mesi. Lo stesso Gup, inoltre, invece di decidere sul rivio a giudizio di Stasi per detenzione e divulgazione di materiale pedopornografico ha disposto un'ulteriore perizia sul computer del giovane. Vitelli, una volta uscito dalla camera di consiglio, ha ordinato cinque nuove perizie d'ufficio sull'omicidio del 13 agosto 2007. Il magistrato ha chiesto approfondimenti per chiarire alcuni punti che restano ancora sospesi tra interpretazioni molto distanti nelle analisi dei periti di parte. Le nuove indagini in particolare riguardano la possibilità che il 25enne non si sia macchiato le scarpe di sangue durante il ritrovamento del cadavere di Chiara; gli orari di attività del suo computer, fondamentali per la sostenibilità dell'alibi; l'orario della morte della ragazza; le tracce di Dna sui pedali della bicicletta di Stasi e sul portasapone di casa Poggi. Sul pc di Stasi in particolare Vitelli ha scritto nero su bianco nella sua ordinanza che "la preliminare sommaria attività investigativa posta in essere dalla polizia giudiziaria sul computer portatile in uso all'imputato prima dell'intervento dei Ris, è stata posta in essere secondo una metodologia sicuramente scorretta, disattendendo i protocolli già invalsi in materia". Un dubbio che, a suo parere, ha costituito nel prosieguo del processo "di nuovo una causa di potenziale alterazione e dispersione del contenuto del documento informatico". In altre parole una critica ai carabinieri che hanno avuto in mano il pc prima dei colleghi di Parma. Quanto all'orario della morte di Chiara Poggi, valutato in modo diverso da accusa e difesa premettendo che su questo punto gli esperto possono fornire "risposte solo orientative", il Gup ha chiesto approfondimenti sul peso corporeo di Chiara prima dell'omicidio, "un dato fattuale che entrambi - scrive riferendosi ai periti delle parti - hanno stimato solo orientativamente, essendo privi del valore esatto". Il Gup ha infine ordinato un nuovo sopralluogo nella villetta di via Pascoli dove avvenne il delitto. I lavori inizieranno il 13 maggio con la perizia informatica. La possibilità che Vitelli disponesse ulteriori verifiche era nell'aria e nelle ultime ore si era fatta sempre più concreta. Il legale della famiglia Poggi, Gianluigi Tizzoni, ha accolto positivamente la decisione del Gup: "Ha chiesto supplementi istruttori molto ampi - ha detto l'avvocato riferendosi al magistrato - e ha chiesto anche di sentire dei testimoni e disporre cinque perizie. La cosa ci fa piacere perchè dall'inizio non abbiamo mai pensato a una sentenza veloce. Vogliamo certezza, dato che questi accertamenti li avevamo un pò suggeriti". "A questo punto - ha continuato Tizzoni - ci saranno ancora alcuni mesi di attesa, ma lo facciamo molto volentieri perchè siamo convinti che il giudice abbia centrato tutti i punti che dovevano essere approfonditi". Soddisfazione è stata espressa anche dalla difesa di Stasi che attraverso l'avvocato Giuseppe Colli ha rivendicato il successo di aver sottolineato alcuni "dubbi" sulle indagini riconosciuti come tali dal Gup, tanto che nell'ordinanza scrive: "Emergono alcune significative incompletezze d'indagine, che per la loro potenziale rilevanza, devono essere oggetto di un approfondimento istruttorio". Nel corso delle precedenti udienze del processo, che viene celebrato con rito abbreviato, i pubblici ministeri Claudio Michelucci e Rosa Muscio avevano chiesto di condannare Alberto Stasi a 30 anni di reclusione senza attenuanti. La richiesta di condanna dei Pm corrisponde alla pena massima che ritengono di poter ottenere in virtù del rito abbreviato, che prevede uno sconto della pena pari a un terzo rispetto al processo con rito ordinario. La famiglia Poggi aveva inoltre chiesto 10 milioni di euro di risarcimento. Per la difesa invece Alberto Stasi è innocente e va assolto per non aver commesso il fatto. La richiesta era stata formulata dal professor Angelo Giarda, legale dell'imputato, a conclusione di una lunga arringa nella quale aveva sottolineato l'inesistenza di un movente.

Asa/Lme

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