Venerdì 24 Aprile 2009

Pakistan; Talebani avanzano, Usa temono Paese in disfacimento

Roma, 24 apr. (Apcom) - Non ci è riuscito il regime militare di Pervez Musharraf, non va meglio al governo civile di Ali Asif Zardari: l'estremismo islamico pachistano prende sempre più piede e oltre a controllare di fatto la maggior parte delle zone di confine con l'Afghanistan (pur sotto l'autorità dei clan tribali) e aver ottenuto l'applicazione della Sharia nella valle di Swat avanza ora verso Islamabad. Milizie talebane hanno infatti preso il controllo del distretto di Buner, a un centinaio di chilometri dalla capitale Islamabad: il governo ha deciso di inviare un distaccamento per rioccupare la zona, dove sarebbero già in corso i primi combattimenti con le milizie. Segni di un progressivo indebolimento dell'autorità delle istituzioni civili nel Paese, d'altronde già screditate dalle accuse di corruzione che avevano facilitato il golpe - incruento - di Musharraf: il quale però era riuscito a far passare il principio della responsabilità collettiva dei clan ma non a imporre direttamente il controllo di Islamabad sulla Northwestern Frontier. Zardari ha così ereditato la situazione di instabilità che aveva portato al pensionamento di Musharraf senza peraltro avere l'appoggio senza condizioni dell'esercito: ma anche le forze armate hanno problemi di immagine, dopo essersi rese impopolari a causa della repressione anche violenta contro l'opposizione e le organizzazioni islamiche. A pesare è anche l'insuccesso militare nelle province di frontiera controllata dai clan tribali e dagli estremisti, che mette inoltre a rischio i sostanziosi aiuti finanziari statunitensi. Washington è infatti tutt'altro che convinta della buona fede di Islamabad nel combattere la guerriglia talebana - che furono proprio i servizi pachistani a portare al potere a Kabul - anche se formalmente il Pakistan rimane uno degli alleati fondamentali nella guerra al terrorismo: un alleato tuttavia il cui fallimento è tutt'altro che una mera ipotesi, come ha avvertito ieri il segretario di Stato Hillary Clinton. Clinton ha parlato di "minaccia per l'esistenza dello Stato pachistano", evocando uno scenario di disfacimento dell'autorità governativa - un "failed State" - già visto in Afghanistan con un'aggravante strategica fondamentale: il Pakistan è una potenza nucleare. Una sua destabilizzazione potrebbe quindi avere conseguenze imprevedibili su quanto accade nel Kashmir e nei rapporti con l'India - anch'essa dotata di arsenali nucleari - dopo i lenti progressi registrati nelle trattative per arrivare a un'intesa fra i due Paesi: le stragi di Mumbai - nelle quali sarebbero coinvolti anche elementi dei servizi pachistani - rappresentano in questo senso un avvertimento preciso. Mgi

MAZ

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