Sabato 11 Aprile 2009

Pd; Cofferati: Sono antico, se il partito mi chiama dico sì

Roma, 11 apr. (Apcom) - Quando il partito chiama bisogna rispondere, soprattutto se il momento è difficile. Sergio Cofferati, intervistato dal Corriere della Sera, spiega così la sua decisione di accettare la candidatura per le europee, aggiungendo di non essere sorpreso dagli attacchi che ha ricevuto, ma solo da "certe volgarità". Le critiche se le aspettava, spiega: "Ovviamente sì. Quel che non mi aspettavo, devo dire, sono state certe volgarità. Mi attendevo giudizi di merito". E' vero che in autunno aveva giurato che non si sarebbe candidato nemmeno per l'Europarlamento, ma poi è successo "quello che sanno tutti: le dimissioni di Veltroni e il precipitare della crisi del mio partito. Con quelle dimissioni eravamo sul serio arrivati sull'orlo del baratro. Magari non l'hanno capito proprio tutti...". Continua l'ex segretario della Cgil: "A quel punto Franceschini mi ha chiesto, con insistenza e affetto, la disponibilità per l'Europa. E qui è scattato il mio essere antico. Io ho un'idea della politica che appartiene al passato. Se il partito in un momento difficile mi chiede di dare una mona, non posso e non voglio sottrarmi. Anche a costo di un'apparente incrinatura della mia credibilità". Cofferati precisa: "Voglio tornare ad occuparmi di chi lavora. Credo che serpeggi il timore che io torni ad occuparmi di questo. Un timore assolutamente fondato: me ne occuperò. Da Bruxelles o da Sampierdarena". Adm 111013 apr 09

MAZ

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