Lunedì 11 Maggio 2009

Prezzi; FT: è allarme caffè, Andrea Illy: si rischia esplosione

Roma, 11 mag. (Apcom) - Costoso e amarissimo: è così che rischia di diventare il caffè per decine di milioni di appassionati di questa bevanda in tutto il mondo, secondo l'allarme lanciato oggi dal Financial Times. E tra le voci raccolte il prestigioso quotidiano finanziario cita fin dalle prime righe Andrea Illy, amministratore delegato della IllyCaffè, primo produttore in Italia, il paese dell'espresso. "Siamo in una situazione pericolosa", dice il manager all'Ft: i prezzi potrebbero "esplodere". Il problema è che ci si trova di fronte all'effetto combinato di diversi fattori, che stanno facendo lievitare contemporaneamente sia i prezzi del caffè, sia quelli dello zucchero. Sul mercato delle materie prime di New York la scorsa settimana i prezzi internazionali dell'aromatico chicco sono risaliti ai massimi degli ultimi sette mesi, attestandosi a un livello del 22 per cento più elevato rispetto ai minimi toccati lo scorso dicembre. "Finora - rileva l'Ft - si pensava che la crisi economica avrebbe depresso prezzi e consumi di caffè, ma questa previsione si è rivelata sbagliata perché la domanda è rimasta forte", al massimo i consumatori ne bevono meno al bar e se lo preparano a casa. E intanto quest'anno le coltivazioni di caffè in Colombia, uno dei primi produttori mondiali, sono state gravemente danneggiate da pesanti piogge, avverte Nestor Osorio, direttore della International Coffe Organisation. Tanto che il prezzo di riferimento del caffè colombiano è schizzato ai massimi degli ultimi 12 anni, con un balzo di 2,20 dollari la libbra sulla piazza di New York, rispetto ai livelli di dicembre, a fronte del generale rialzo di 1,20 dollari la libbra. Si tratta di un prezzo di per sé più elevato rispetto a quello generale perché il caffè colombiano è di qualità superiore. Il gruppo Kraft, che controlla il marchio di caffè solubili Maxwell House, ha aumentato i prezzi al dettaglio sulla qualità colombiana del 19 per cento il mese scorso, a causa dei rincari sulle forniture. E nel frattempo rincara anche lo zucchero. In questo caso il fattore scatenante è in India, dice l'Ft, che è il primo consumatore mondiale. La produzione interna è andata male, si stima un meno 40 per cento, e per compensare il paese potrebbe aumentare vigorosamente il suo import. Una manovra che può sbilanciare tutto il mercato. Da dicembre a oggi i prezzi internazionali dello zucchero raffinato sono saliti del 52 per cento, a 450 dollari la tonnellata. Secondo Peter de Klerk, della Czarnikov, società specializzata sul commercio di zuccheri, i distributori al dettaglio dovranno aumentare i prezzi per adeguarli ai rincari all'ingrosso.

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