Giovedì 23 Aprile 2009

Salute; Meno vino più superalcolici: Italia vicina a nord Europa

Roma, 23 apr. (Apcom) - Consumo stabile, ma cambiano modelli, abitudini e tipo di bevanda assunta. Gli italiani, rispetto ai colleghi europei, secondo quanto pubblicato dall'Ocse nel 2007, sono ai posti più bassi della graduatoria sulla diffusione del consumo di sostanze alcoliche: negli ultimi 10 anni, però, si stiano consolidando, soprattutto nei giovani e nei 'giovani adulti', comportamenti più vicini ad un modello di consumo di tipo nord europeo, basato su occasioni di consumo al di fuori dei pasti. Secondo il rapporto Istat 2008 su "L'uso e l'abuso di alcol in Italia", dal 1998 nella Penisola si è ridotta la quota di consumatori giornalieri, è aumentata quella dei consumatori occasionali soprattutto nelle età adulte ed è cresciuto il consumo di alcolici fuori pasto tra i più giovani. Il cambiamento di abitudini riguarda non soltanto la frequenza e le circostanze di consumo, ma anche il tipo di bevande consumate: accanto alla riduzione dei consumatori di solo vino o birra, aumentano quelli che consumano solo altri alcolici (aperitivi, amari e superalcolici) o che combinano le due tipologie. I cambiamenti nel tipo di bevanda assunta riguardano soprattutto i giovani di 18-24 anni: per gli uomini di questa età si riduce la quota di quanti bevono solo birra (dal 13,3% al 7,5%) e vino e birra (dal 8,9% al 5,7%), mentre aumenta per quelli che consumano solo aperitivi, amari e superalcolici (dal 3,2% al 6%); tra le giovani consumatrici diminuiscono le bevitrici di sola birra (dall'11,7% al 6,6%) e vino e birra (dal 6,4% al 4,5%), mentre aumentano sia quelle che bevono solo aperitivi, amari e superalcolici (dal 7,6% al 10,5%), sia quelle che combinano tutti i diversi tipi di bevande (dal 15,7% al 19,6%). Negli ultimi anni si stanno ormai consolidando modelli di consumo di alcol tipici dei paesi del Nord Europa, in particolare tra i giovani: oltre alla crescita del consumo di alcolici fuori pasto, per l'Istat dal 2003 è ormai un dato stabile la quota di chi è coinvolto nel 'binge drinking' (letteralmente "la bevuta esagerata"), il consumo di 6 o più bicchieri di bevande alcoliche in un'unica occasione. Particolarmente a rischio sono i minorenni: anche se i cambiamenti in atto nelle modalità di consumo sono maggiormente evidenti tra i giovani di 18-24 anni, non va sottovalutata la forte crescita del consumo di alcol fuori pasto tra gli adolescenti. In particolare questo comportamento rappresenta "un potenziale fattore di rischio da monitorare". Considerando la fascia di età tra i 14 e i 17 anni, infatti, tra il 1998 e il 2008 questa modalità di consumo di bevande alcoliche passa dal 12,6% al 18,7%. Il consumo di alcol fuori pasto cresce maggiormente per le ragazze (dal 9,7% al 14,4%), ma rimane più diffuso tra i maschi, per i quali passa dal 15,2% al 22,7% e non emergono inversioni di tendenza. Sav

MAZ

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