Giovedì 23 Aprile 2009

Scuole paritarie cattoliche contro il fisco: Non siamo un "lusso"

Roma, 23 apr. (Apcom) - Le scuole paritarie cattoliche protestano con l'Agenzia delle entrate, che, in una circolare relativa all'evasione fiscale, ha annoverato gli istituti privati tra i "beni di lusso". Dopo le recenti polemiche tra la Conferenza episcopale italiana e il Governo sui tagli alle paritarie inizialmente previsti in Finanziaria, e alla vigilia di un convegno che i vescovi organizzano da oggi a Roma sull'insegnamento della religione cattolica (Irc), e che vedrà intervenire, proprio oggi, il cardinal Angelo Bagnasco e la ministro per la Pubblica istruzione Maria Stella Gelmini e, sabato, l'udienza dal Papa, le scuole cattoliche di ogni grado lanciano l'allarme. "Nella condivisibile e opportuna lotta contro l'evasione fiscale - si legge in un comunicato diffuso in questi giorni - l'Agenzia delle Entrate con la circolare 13/E del 9 aprile 2009 sembra mettere sullo stesso piano servizi per il tempo libero e servizi educativi, puntando il dito contro le famiglie che mandano i figli nelle scuole cosiddette private. E' necessario che venga chiarito a quali scuole si riferisce la circolare dell'Agenzia quando parla di 'scuole private', termine che non ha riferimenti legislativi. Ci si augura che queste indicazioni non intendano segnalare le scuole paritarie che, secondo la legge 62/2000, fanno parte del sistema nazionale pubblico di istruzione". La circolare menziona, tra i beni e le prestazioni "di lusso", "porti turistici, circoli esclusivi, scuole private, wellness center, tour operator, e così via". "In questo caso - sottolineano le scuole paritarie - quelli che sono dei diritti garantiti dalla Costituzione - la libertà di educazione e di scelta scolastica delle famiglie - verrebbero considerati come le spese per beni superflui quali 'porti turistici, circoli esclusivi, wellness center, tour operator, e così via. In un momento così grave di crisi morale ed economica in cui le famiglie stanno cercando di sopperire ad uno Stato inadempiente circa il riconoscimento della libertà di educazione, garantita invece in tutti i Paesi europei - prosegue il comunicato - cosa vuol dire evidenziare quale indicatore di situazioni 'di lusso' la frequenza a 'scuole private'? Il messaggio può essere interpretato in senso minaccioso: se scegli una scuola diversa dalla statale, hai dei redditi nascosti e perciò devi essere controllato. Al contrario - conclude la nota - occorrono segnali positivi ed equi che rimettano in moto non solo l`economia ma ancora di più la speranza: per questo bisogna favorire le famiglie, la loro libertà di educazione, una pluralità di offerta formativa e scolastica". Firmano il comunicato le associazioni di ogni grado di scuole paritarie cattoliche: AGeSC, FIDAE, AGIDAE, CNOS-FAP, CIOFS-Scuola, FISM, FOE-CdO, ANINSEI, MSC.

Ska

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