Martedì 31 Marzo 2009

Sicurezza, Franceschini: basta demagogia. Maroni: fondi aumentati

Roma, 30 mar. (Apcom) - No ai tagli di risorse e alle ronde. La sicurezza continua a essere un 'tema' clou, insieme alla crisi economica, nell'agenda politica e per un giorno il malessere degli uomini in divisa è venuto allo scoperto: è diventato ieri visibile, con le bandiere di otto sigle sindacali sventolate da alcune centinaia di poliziotti davanti al loro ministero, il Viminale. Come non avveniva da tempo, a sostegno del disagio e della protesta dei poliziotti si sono rivisti insieme i leader sindacali di Cgil e Cisl (assente, anche se annunciato alla manifestazione, Luigi Angeletti della Uil) insieme al segretario generale dell'Ugl, Renata Polverini. A sostegno della protesta anche il segretario del Pd, Dario Franceschini, che ha accusato il governo di aver 'tradito' gli impegni sulla sicurezza, cavallo di battaglia del centrodestra nell'ultima campagna elettorale, di aver tagliato 3,5 miliardi di euro al comparto e di aver poi messo in campo "una operazione di immagine demagogica raccontando che il problema della sicurezza si risolve con le ronde dei privati cittadini". Dati però smentiti dal ministro dell'Interno, Roberto Maroni, che citando un documento del Dipartimento di Ps ha sottolineato che nel 2009 gli stanziamenti sono stati pari a 7,4 miliardi di euro a fronte dei 6,7 del 2008. "Di tutto si può accusare il governo - ha detto - tranne di aver tagliato i fondi". Franceschini, ha poi denunciato (ma la circostanza è stata negata dal ministero) che per garantire la sicurezza al vertice del G8 è stato chiesto ai poliziotti di anticipare di tasca loro le spese e che in molte città "sono in trasferta permanente rappresentanti delle forze dell'ordine per occuparsi della tutela dei soldati (impegnati nei presidi e nella vigilanza in diverse città italiane, ndr) e per evitare che dalle ronde nascano problemi per la sicurezza". "Basta con la demagogia e le falsità - ha detto Franceschini - servono fatti concreti". C'è un paradosso sicurezza in Italia, secondo il segretario della Cgil Epifani. "Tutto il mondo guarda al problema della sicurezza allo stesso modo: investendo in uomini e mezzi. In Italia al contrario si riducono le risorse e si tagliano i mezzi poi però si istituiscono le ronde". Epifani, non ha dubbi anche sulle ronde: è "sbagliato rompere quell'unicità di azione delle forze dell'ordine affidandone le competenze a chi non ha i mezzi". Netto anche il parere del leader della Cisl, Bonanni: le ronde "non servono". Per affrontare il problema della sicurezza servono più risorse e un'assunzione di responsabilità da parte della classe dirigente. "Lo stato - è la preoccupazione espressa da Bonanni - sta abbandonando la polizia senza mezzi e risorse". "Noi - ha aggiunto - chiediamo al ministro Maroni di aprire una discussione pubblica e trasparente per discutere su mezzi, compiti e salari degli operatori delle forze dell'ordine. I sindacati sono compatti - ha aggiunto - nel chiedere un tavolo che tolga l'equivoco delle ronde e faccia chiarezza sul coordinamento tra le varie forze, sui mezzi e sulle questioni contrattuali ancora disattese". Una bocciatura alle ronde dei volontari arriva anche dall'Ugl che - ha ribadito il segretario generale, Renata Polverini, - non piacciono alla Polizia e a noi così come non ci piacciono i tagli. È troppo tempo - ha aggiunto - che aspettiamo un tavolo di confronto e oggi vogliamo chiederlo al ministro Maroni". Secondo Polverini, "quello di cui c'è bisogno per la Polizia è avere più risorse, mezzi e il riconoscimento alla Polizia come parte importante dello Stato. Inoltre c'è bisogno di riconoscere agli operatori delle forze di Polizia stipendi più alti". Polverini ha sottolineato che "la Polizia dispone già di personale preparato e professionale e noi riteniamo che la sicurezza debba essere affidata a loro. Non ce l'abbiamo con nessuno, ma non si può affidare questo compito delicato ai cittadini e speriamo che il ministro Maroni accolga queste istanze. Su questo le organizzazioni sindacali, al contrario che in altri settori, sono compatte".

Cep

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