Martedì 31 Marzo 2009

Studio Università Cattolica: le periferie incubatori di razzismo

Milano, 30 mar. (Apcom) - Le periferie delle grandi città italiane "si configurano come veri e propri incubatori di razzismo e xenofobia". E' quanto si legge nel rapporto "Processi migratori e integrazione nelle nelle periferie urbane" realizzato dall'Università Cattolica per il Viminale su 103 province italiane, con specifico interesse per le aree metropolitane di Torino, Milano, Genova, Bologna, Firenze, Napoli, Bari, Catania e Palermo. Lo studio si riferisce a un concetto di periferia intesa come "area debole", un territorio "dove vivono popolazioni disagiate, immigrate, ma anche non immigrate". Tra il 2004 e il 2007 gli omicidi risultano calati a Torino, Napoli (che rimane comunque la città con il tasso più alto) e Palermo. Valori stabili a Milano, Roma e Bologna, mentre a Genova e Catania sono aumentati. Nello stesso periodo le rapine sono invece aumentate del 58% a Milano, del 49% a Firenze e del 33% a Roma e Bari. Reati però che a Bologna e Torino hanno fatto registrare una forte riduzione. Da qui il testo suggerisce di riservare una particolare attenzione ai "reati lievi" e agli "illeciti non penali comunque fonte di disagio sociale". I crimini più gravi, osservano i ricercatori della Cattolica, pur non potendo certo essere trascurati, "risultano essere in calo e non specificamente riferiti alla realtà delle periferie". Un suggerimento che è stato subito accolto dal ministro dell'Interno, Roberto Maroni, al termine della presentazione. L'obiettivo, ha detto, è quello di "prevenire fenomeni di disagio sociale che portano al degrado e a episodi di criminalità". Il ministro ha detto di voler creare una "struttura permanente" di studio delle realtà urbane. "La sicurezza urbana, che sarà tra i temi in agenda nel G8 dei ministri dell'Interno in programma a Roma il 28 e 29 maggio, significa interventi delle autorità centrali e locali per creare le migliori condizioni di integrazione". A Milano, in particolare, il titolare del Viminale vuole realizzare "un modello" che possa poi essere esportato in tutte le altre città con problemi simili. Il rapporto evidenzia anche la maggiore concentrazione di immigrati nel Centro-Nord, con presenze quasi sempre superiori al 6%. Un flusso che però nel Sud ha visto raddoppiare le presenze negli ultimi quattro anni con picchi come quello di Cosenza (+ 127%). Ai vertici della graduatoria delle città con i maggiori tassi di immigrati irregolari, al 1 gennaio 2008, figurano ancora le città meridionali: 33% a Napoli, 30% a Catania, 24% a Palermo, 20% a Bari. Maroni ha detto di aver commissionato lo studio dopo l'imponente manifestazione, alla quale parteciparono molti immigrati, che si tenne a Milano a settembre 2008 dopo l'omicidio di un giovane di origine africana che aveva rubato un pacco di dolciumi da un chiosco in via Zuretti. Un episodio che gli ha fatto temere l'esplosione di proteste analoghe a quelle divampate nelle banlieue francesi nel 2005. Secondo la Cattolica però "dall'analisi dei fatti emergono tali dissimilarità nelle situazioni dei due Paesi, da non poter giungere a disegnare scenari per il futuro italiano".

Asa

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