Oltre 150 morti sul lavoro da inizio anno Una tragedia che non conosce tregua

Oltre 150 morti sul lavoro da inizio anno
Una tragedia che non conosce tregua

Non conosce tregua, neanche quella dei giorni di festa quando tutto si ferma, la drammatica scia di morti «bianche» per incidenti sul lavoro che dall’inizio dell’anno ha già falciato più di centocinquanta vittime.

Le ultime due, Giuseppe Legnani e Gianbattista Gatti, hanno perso la vita a Treviglio proprio nel giorno di Pasqua, dopo essere accorsi nello stabilimento di lavorazione di farine per mangimi della Ecb, chiamati dai cittadini preoccupati per il diffondersi del cattivo odore che usciva dalle cisterne di essiccazione. La Procura di Bergamo ha aperto un fascicolo per omicidio colposo plurimo, e sulle salme dei due operai - che lasciano le famiglie e due figli ciascuno - sarà eseguita l’autopsia presso l’Istituto di medicina legale di Bergamo. A Livorno, dove mercoledì scorso l’esplosione di un serbatoio nel porto industriale ha ucciso i due operai che lo stavano pulendo, Nunzio Viola di 52 anni e Lorenzo Mazzoni di 25, la Procura prosegue le indagini sulle cause del grave incidente e ha inviato i primi avvisi di garanzia.

Destinatari sarebbero i vertici della Labromare, l’azienda datrice di lavoro, e quelli della Costieri Neri, la società titolare del deposito deflagrato. Gli avvisi ipotizzano l’omicidio colposo plurimo. Le due pm, Sabrina Carmazzi e Fiorenza Marrara incaricate dal procuratore capo Ettore Squillace Greco, li hanno inviati per consentire a tutti di nominare i consulenti di parte e assistere domani all’autopsia presso l’ospedale di Pisa. Agli accertamenti sulla genesi dello scoppio che ha portato via Nunzio e Lorenzo, uniti come padre e figlio, sono condotti da Vigili del fuoco, Polizia, Polmare e Capitaneria di porto.

In base ai dati raccolti dall’Osservatorio indipendente sulle morti sul lavoro di Bologna, organismo di monitoraggio nato nel 2007 dopo le tragiche morti degli operai arsi vivi nell’ altoforno della Thyssen di Torino, sono 154 le persone che hanno perso la vita dall’inizio del 2018. Un dato in aumento rispetto ai 113 morti registrati nello stesso periodo dello scorso anno e che peraltro non tiene conto di tutti gli incidenti che avvengono nelle zone «grigie» della manovalanza clandestina e che sfuggono ad ogni triste classifica e a ogni controllo.

Quello di Treviglio, è il terzo caso di morti multiple in poco più di venti giorni: il 20 marzo due vigili del Fuoco sono morti a Catania durante un intervento e altri due sono rimasti gravemente feriti. Una settimana dopo, il 28 marzo, c’è stata l’esplosione a Livorno, e la Pasqua tragica dell’Ecb.

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