Padre Pizzaballa: dialogo e pace Segui qui  la  diretta dell’ordinazione
Padre Pizzaballa con Papa Francesco

Padre Pizzaballa: dialogo e pace
Segui qui la diretta dell’ordinazione

Accoglienza, dialogo, pace. Sono alcune delle linee di impegno che padre Pierbattista Pizzaballa, 51 anni originario di Cologno al Serio, traccia in vista del proprio ministero pastorale a Gerusalemme. Segui la diretta dell’ordinazione episcopale su Bergamo Tv e in streaming sul web.

Papa Francesco ha recentemente nominato padre Pizzaballa Amministratore apostolico del Patriarcato di Gerusalemme dei Latini, elevandolo nello stesso tempo alla sede titolare di Verbe, con la dignità di arcivescovo. E sabato 10 settembre alle 16, nella Cattedrale di Bergamo, il religioso francescano, dei Frati Minori, a lungo Custode di Terra Santa, riceve l’ordinazione episcopale.

La solenne concelebrazione sarà presieduta dal cardinale Leonardo Sandri, prefetto della Congregazione per le Chiese orientali, organo della Santa Sede che sovrintende a nome del Santo Padre sui territori del Medio Oriente e nel rapporto con le Chiese Ortodosse. Con il cardinale Sandri concelebreranno il Patriarca emerito di Gerusalemme, Fouad Twal, e il vescovo di Bergamo Francesco Beschi, insieme a circa altri 30 vescovi, tra cui i rappresentanti del Papa come Nunzi apostolici in Israele, Palestina, Giordania, Libano, Cuba, Singapore, Canada. Tra i presenti anche l’arcivescovo di Akka dei Greco-Melkiti, l’arcivescovo maronita di Haifa, il vicario apostolico dell’Arabia e quello di Istanbul, oltre ad alcuni vescovi nativi bergamaschi. In Duomo sarà presente anche una delegazione ecumenica, guidata dall’arcivescovo Nektarios, inviata dal Patriarca greco-ortodosso di Gerusalemme.

«Cercherò di continuare nell’opera importante di incontro e di fraternità con le altre Chiese cristiane non cattoliche - queste alcune delle dichiarazioni di padre Pizzaballa immediatamente dopo la nomina ricevuta dal Papa -. Gerusalemme non può non pregare e operare per l’unità tra i credenti cristiani. E infine, possibilmente anche con ebrei e musulmani, ci impegneremo per la pace di Gerusalemme. Pace che è accoglienza cordiale e sincera dell’altro, volontà tenace di ascolto e di dialogo, strade aperte su cui la paura e il sospetto cedano il passo alla conoscenza, all’incontro e alla fiducia, dove le differenze siano innanzitutto opportunità di compagnia».

Il tema del dialogo tra le diverse comunità religiose è presente anche nello stemma scelto dal nuovo arcivescovo, in cui appare la città di Gerusalemme da cui si alzano la cupola del Santo Sepolcro, la Torre di Davide e la cupola dell’attuale moschea. Anche oggi Gerusalemme mantiene la vocazione ad essere casa di preghiera per tutti i popoli (Isaia 56) e i tre luoghi simboleggiati sono un rimando alle differenti tradizioni religiose che in essa convivono. Gerusalemme è poi il luogo del compimento del mistero della salvezza in Cristo, rappresentato nel monogramma di Cristo (XP) posto sul rotolo della Parola, in alto. Nel capo dello stemma sono raffigurate le braccia incrociate del Crocifisso con quelle di San Francesco, simbolo dell’Ordine Francescano. Il motto è «Sufficit tibi gratia mea»: ti basta la mia grazia (dalla Seconda lettera di San Paolo ai Corinti 12, 9).


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