Sale l’incidenza. I comuni bergamaschi senza nuovi contagi calano a 53

Sale l’incidenza. I comuni bergamaschi senza nuovi contagi calano a 53

Covid, il monitoraggio settimanale dell’Ats di Bergamo: il tasso di incidenza, nella settimana 15-21 dicembre 2021, è pari a 188 nuovi casi per 100.000 abitanti.

Il tasso di incidenza, nella settimana 15-21 dicembre 2021, è pari a 188 nuovi casi per 100.000 abitanti (ovvero 1,88 per 1.000, nella metrica utilizzata a livello di singoli comuni) ed «ha subito un importante incremento , confermando la crescita della curva epidemica, rilevata già le scorse settimane (progressivamente, 107 nuovi casi per 100.000 abitanti, 79 quella precedente, 65 di due settimane fa e 57 di tre settimane or sono, fino ai 40 di un mese fa)». È quanto si legge nel report dell’Ats di Bergamo. Lo scostamento rispetto alla precedente settimana, rileva l’Agenzia, «è pari a + 909 (+75,4%) contro i + 319 (36%) della scorsa settimana, i +56 (21,4%) di due settimane fa, +95 (15%) di tre settimane fa e i +186 (41,4%) di un mese fa».

Il numero di Comuni zero casi incidenti negli ultimi sette giorni è ulteriormente sceso ed è pari a 53 (21,8% del totale dei comuni della provincia) contro i 74 (30,5%) della scorsa settimana, 91 (37,4%) di due settimane fa, i 107 (44,0%) di tre settimane fa e i 123 (50,6%) di un mese fa.

Anche nella settimana osservata, come nelle ultime precedenti, nessun Ambito Territoriale risulta essere Covid free . Tutti gli Ambiti – rileva l’Ats – hanno visto un incremento del tasso di incidenza sui 7 giorni monitorati rispetto alla settimana precedente.

I territori con tassi di incidenza più alti risultano essere gli Ambiti Valle Imagna e Villa d’Almè (273 casi incidenti per 100.000ab) Valle Brembana (236) e Bergamo (227) . Gli Ambiti con i tassi più bassi sono Monte Bronzone - Basso Sebino (80 nuovi casi per 100.000 ab), Romano di Lombardia (126), Seriate e Dalmine (rispettivamente 162 e 165).

«I comuni segnalati come critici la scorsa settimana – spiega l’Ats – o vvero Gorno, Sedrina e Val Brembilla presentano una situazione in fase di “rientro”, ad esclusione di Grumello del Monte, che evidenzia un ulteriore incremento dei casi incidenti e, conseguentemente, del tasso negli ultimi 7 giorni (da 45 a 63 nuovi casi negli ultimi 7 giorni, con un tasso che passa da 590 a 630 ogni 100.000 residenti). Permane costanti l’attenzione da parte del Dipartimento di Igiene e Prevenzione Sanitaria di Ats Bergamo su tutte le situazioni rilevate come critiche, così come l’importante lavoro congiunto di sorveglianza e prevenzione che il Dips mette in atto, con la collaborazione delle amministrazioni comunali interessate, verso le scuole e gli altri setting interessati da focolai».

«I dati di incidenza a livello provinciale (come detto, pari a 188 per 100.000) si mantengono al di sotto della media nazionale : l’ultimo Report dell’Istituto Superiore di Sanità, infatti, evidenzia un tasso di incidenza settimanale a livello nazionale pari 241 per 100.000 abitanti (10-16 dicembre)», spiega l’Ats.

«Si ricorda sempre – si legge sempre nel report dell’Agenzia di tutela della salute – come già evidenziato dal recente studio del Servizio Epidemiologico dell’Ats di Bergamo, come anche a livello locale, in linea con quanto riscontrato da altri studi nazionali ed internazionali, il rapporto tra positivi e tamponi molecolari diagnostici effettuati sia ampiamente superiore nei non vaccinati rispetto ai vaccinati con ciclo completo , ossia i non vaccinati presentano livelli di positività ben superiori».

«Una più elevata copertura vaccinale, in tutte le fasce di età, anche quella 5-11 anni, il completamento dei cicli di vaccinazione ed il mantenimento di una elevata risposta immunitaria attraverso la dose di richiamo , con particolare riguardo alle categorie indicate dalle disposizioni ministeriali, rappresentano strumenti necessari a contenere l’impatto dell’epidemia anche sostenuta da varianti emergenti», aggiunge l’Ats.

«Si evidenzia inoltre, come nelle persone vaccinate con ciclo completo (più con l’eventuale dose di richiamo), rispetto a quelle non vaccinate, nelle varie fasce d’età si riduca l’incidenza di contagio (per una quota pari al 65,5-76,1%) e soprattutto di malattia grave (per una quota pari all’82,9-93,3% per ricoveri ordinari e dell’89,9-97,1% per le terapie intensive) e decesso (per una quota pari al 78,9-96,7%) , come ben documentato dai dati dell’Istituto Superiore di Sanità ».

«In sintesi, si sottolinea come, a fronte dell’importante incremento dei casi incidenti rilevati nella settimana, divenga ancor più importante: 1. per chi ancora non è vaccinato , di sottoporsi al vaccino, superando le resistenze ed i dubbi, avvalendosi di fonti scientifiche accreditate per avere informazioni scientificamente corrette sugli stessi; 2. per chi ha completato il ciclo vaccinale con la seconda dose e rientra tra i target che possono accedere alla terza dose di sottoporvisi tempestivamente in modo da mantenere l’adeguato livello di copertura immunitaria».

Ats ricorda inoltre «anche a fronte dei segnali di crescita della diffusione del virus anche a livello locale, come gli strumenti principali per prevenire ulteriori recrudescenze di episodi di aumentata circolazione del virus, sostenute da varianti emergenti con maggiore trasmissibilità, siano rappresentati da: 1. una sempre più elevata copertura vaccin ale e dal completamento dei cicli di vaccinazione; 2. la garanzia di un capillare tracciamento dei casi , anche attraverso la collaborazione attiva dei cittadini, per realizzare il contenimento dei nuovi contagi; 3. il mantenimento di un’elevata l’attenzione , finalizzata ad applicare e rispettare i comportamenti raccomandati per limitare la circolazione virale (in particolare sul distanziamento sociale e sull’utilizzo dei mezzi di protezione individuale -mascherina chirurgica, lavaggio delle mani, etc., in famiglia e nelle situazioni extra-famigliari, per quanto è correlabile ai trasporti ed ai luoghi pubblici, nonché ad altre situazioni in cui aumenta il rischio di contagio, quali eventi di gruppo, mense, bar, ristoranti, negozi, etc.».

Efficacia delle vaccinazioni sugli esiti più gravi
Uno studio preliminare di confronto tra i periodi novembre-dicembre 2020 e novembre-dicembre 2021, del Servizio di Epidemiologia di Ats Bergamo, conclusosi in questi giorni, evidenzia come, pur a fronte dell’evidente incremento della curva epidemica anche a livello provinciale, la vaccinazione abbia protetto dagli esiti più gravi (in particolare ricoveri) la popolazione. A titolo di sintesi, infatti, emerge come nel periodo citato dell’anno 2020 ogni 100 casi positivi dessero luogo a 15 ricoveri, mentre nell’attuale periodo di osservazione del 2021, si osservano, ogni 100 casi di positivi, solo 7 ricoveri (di cui, tra l’altro, la quota di persone «no vax» rappresenta il 75-80%).

Su L’Eco di Bergamo in edicola giovedì 23 dicembre l’analisi Comune per Comune.


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